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SCUOLA/ Tutte le misure per evitare la "transumanza" degli insegnanti

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Qualche mese fa ho chiesto ad un amico con frequentazioni romane di chiedere al ministero i dati sui trasferimenti definitivi dei docenti e su quelli con durata annuale. Inutile. Eppure sono dati che per il ministero sarebbe facilissimo reperire ed aggregare ed avrebbero un chiaro interesse per il Paese e per gli analisti del sistema scolastico.

Il ministero non mostra le sue vergogne. Così i dati più significativi sulla gestione del personale non si sanno. Li conosce di più il sindacato che è il vero motore dell’apparato organizzativo della scuola di stato. Ugualmente accade per l’iscrizione nelle scuole degli alunni stranieri, che sarebbe interessante conoscere sia per scuole pubbliche che private  con i dati sui regolari e gli irregolari iscritti con riserva. E’ mai possibile che i dati sugli alunni stranieri li debba dare la Caritas? Ma devo dire che anche i presidi dei singoli istituti scolastici evitano di fare e tantomeno di pubblicare le statistiche dolorose. Ad esempio gli infortuni.

Quello dei trasferimenti è certamente un tema doloroso. Concordo con la percezione di Pellegatta che definisce consistente il fenomeno “migratorio”, ma credo che per essere analizzato a dovere in tutta la sua potenza il trasferimento definitivo nord-sud dovrebbe essere unito al trasferimento annuale che si protrae magari per più anni e di fatto elimina la presenza del titolare nella sede di titolarità, condannando il posto alla supplenza annuale. Poveri alunni!

Ogni anno decine di migliaia di insegnanti fanno o rifanno la domanda di trasferimento. I trasferimenti avvengono su indicazione del computer  con le infinite precedenze di rito, perdenti posto, ricongiungimenti familiari, assistenza a parenti disabili, stato di salute, ecc . Impossibile controllare. Facilissimo falsificare.

La transumanza annuale è, assieme alla pensione ed alle graduatorie dei perdenti posto, il discorso più ricorrente nelle aule docenti. Ed ogni anno il rito dei trasferimenti definitivi e dei ricorsi relativi impone a tutti gli altri provvedimenti organizzativi per l’inizio dell’anno scolastico di restare fermi. E così da decenni l’anno scolastico inizia senza i docenti al completo, sebbene da decenni ogni ministro giuri di voler partire bene.



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COMMENTI
23/01/2012 - Riconoscere per comprendere il fenomeno sotteso (Anna Di Gennaro)

Ciò che l'articolo evidenzia costituisce uno dei "Segni e sintomi" del DMP (disagio mentale professionale) di cui riporto testualmente, per chiarezza, il paragrafo 6.3 del già citato testo Scuola di follia: "1) Aggressività[...] 2)Mania di persecuzione [...] 3)Atteggiamenti rivelatori: assenze, fughe, evitamento, apatia, nonché calo di rendimento e incapacità a gestire la routine quotidiana. 4)Trasferimenti: più della metà dei casi risulta essere stata trasferita più volte. Si preferisce sistemare la faccenda allontanando il malcapitato, rifilandolo ad altro istituto anziché affrontare definitivamente la questione. Inutile dire che la storia si ripete – aggravata – nella nuova destinazione, fin quando non accade uno spiacevole episodio solitamente più grave dei precedenti". Seguono altri segni e sintomi peculiari degni di nota che inducono a non sottovalutare la questione sempre aperta e mai affrontata adeguatamente dal MIUR a riguardo della formazione capillare dei dirigenti scolastici di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le ricadute della mancata attivazione di adeguate contromisure sono sotto gli occhi di tutti. Un appello a non sottovalutare le connessioni logiche che si esplicitano con azioni ad hoc. Ora e subito.