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ESAME DI STATO 2012/ 10 consigli a studenti (e prof) per preparare matematica

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Personalmente preferisco il metodo b) purché corretto da meccanismi compensatori che consentano di poter usare una sorta di bonus per elementi relativi alla valutazione della prova nel suo insieme.

6. Da domani, se non si è già iniziato bisogna incominciare a svolgere da una a due prove d’esame la settimana e se lo svolgimento del programma (per effetto di ritardi scellerati, ma comuni in quarta) non è ancora finito è bene affrontare rapidamente gli elementi essenziali del calcolo integrale nei suoi nodi concettuali. Nel fare questa operazione è bene procedere a ritroso partendo dalla prova dello scorso anno e incominciare, nel primo mese, a segnare gli argomenti per i quali la preparazione emersa risulta carente (o cariata). Su quegli argomenti bisogna tornarci sopra e lavorare sugli aspetti di comprensione-consapevolezza (non stancarsi mai, nella scienza, di chiedersi il perché e di chiedersi se si poteva fare diversamente).

7. Piantarla di lavorare sugli aspetti tecnici e sofisticati del calcolo dei limiti, degli studi di funzione o sulla integrazione indefinita. Certo bisogna saper integrare per parti e per sostituzione; ma all’esame non capitano mai cose altamente tecniche; capitano invece questioni concettuali che rimandano al significato e alla definizione di integrale definito e chiedono poi di applicarla in contesti inusuali (si veda in proposito il compito dello scorso anno). La capacità di affrontare un problema non si improvvisa e ha poco a che fare con la tecnica.

8. Per i ragazzi meno disinvolti con la matematica consiglio, nei primi due mesi, di dedicarsi al questionario affinando la capacità di discriminazione che dovranno poi utilizzare per decidere a quali domande rispondere (o cercare di rispondere). Gli argomenti del questionario riguardano piccole dimostrazioni di argomenti noti, semplici problemi di geometria o analisi, questioni tecniche o concettuali legate al calcolo integrale, elementi di calcolo combinatorio o delle probabilità, questioni di rilevanza storico culturale (scivolose perché spesso mal poste e che potrebbero richiedere 10 righe o una pagina a seconda della finezza-cultura dell’interlocutore-correttore). Alla fine bisognerà scegliere 5 domande: abituarsi a farlo senza farsi ingannare da valutazioni superficiali della serie questo lo so e magari saper distinguere il quesito da 10’ da quello di 1 ora che poi pesano allo stesso modo.

9. Nella scelta del problema abituarsi a leggere tutte le domande cercando di valutarne difficoltà tecniche e/o concettuali. Se capita, come accade spesso, di dover lavorare su un polinomio di III grado, non farsi prendere dalla malattia dello studio di funzione. I polinomi di III grado sono tutti uguali e su 15 punti un commissario serio ve ne darà non più di 4 perché siete arrivati al diagramma. Cosa chiedevano le altre domande? Ho saputo rispondere o le ho lasciate a mezzo o peggio impostate in maniera errata?

10. Se ce la fate abituatevi a lavorare subito in bella e a motivare e scrivere in maniera formalmente corretta ciò che fate. Usate la brutta per rapide prove, schizzi, calcoli volanti da riportare poi per esteso. Anche questa capacità non si improvvisa ma è frutto dell’allenamento.

Buon lavoro.



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