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ESAME DI STATO 2012/ 10 consigli a studenti (e prof) per preparare matematica

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Dire matematica come seconda prova allo scientifico è come dire che l’acqua bagna eppure, nonostante la certezza dell’evento, tutti gli anni ci si torna sopra. Farlo quando mancano 5 mesi all’evento può significare avere il tempo di programmare un lavoro.

1. Guardare dentro di sé e darsi un obiettivo praticabile: a cosa punto? 15, 14-13, 10-11, 9, 7, 5? Bisogna rispondere a questo quesito e la risposta va cercata nella storia didattica di ciascuno. Nella prova di matematica non esistono né i miracoli né le tragedie; bisogna lavorare per migliorare ed evitare di darsi obiettivi impossibili.

2. Il commissario è interno e la parte esterna della commissione non si intende di scienza (italiano, inglese, filosofia). Sarà decisamente opportuno che la scuola nomini almeno un secondo membro interno di discipline scientifiche. Ricordo che, in caso di separazione degli insegnamenti, nulla vieta di nominare anche il docente di fisica. Personalmente spero che il ministero nomini allo scientifico qualche presidente di area scientifica, per non trasformare la correzione del compito in una questione solitaria tra il commissario e se stesso. A nulla valgono infatti le raccomandazioni sulla collegialità e sulla condivisione, se poi non ci sono competenze spendibili e utilizzabili per confrontarsi almeno sui criteri di correzione e valutazione.

3. Se il commissario è interno bisogna che il lavoro di preparazione personale avvenga tenendo conto della sua chiave di lettura della matematica e del senso della prova finale: estroso, carro-armato, pedante, interessato agli aspetti storico-culturali, meticoloso rispetto alla richiesta, …

4. Ricordarsi che ci si dovrà confrontare con un problema diviso in sottopunti e con un questionario. La prova di matematica fu modificata qualche anno fa chiarendo che: a) l’orizzonte su cui lavorare era quello dei 5 anni b) il questionario veniva introdotto per consentire agli studenti meno vispi di confrontarsi su questioni piccole e ben definite c) veniva introdotto il principio delle opzioni (scegliere un problema tra due, scegliere 5 quesiti tra 10).

5. Le commissioni, in assenza di un indirizzo definito da parte del ministero, operano seguendo due scuole di pensiero.

A. C’è chi valuta sulla base di indicatori complessivi delle diverse abilità che si mettono in gioco: completezza con riferimento alla richiesta, originalità di trattazione, padronanza tecnica, correttezza formale, padronanza linguistica, riferimenti teorici, …La valutazione prende in esame (separatamente o insieme) il questionario e il problema e si ottiene per somma di quanto gli indicatori sono stati pesati entro la griglia. Con questa modalità si corre il rischio di una certa soggettività valutativa.

B. C’è chi valuta in maniera analitica assegnando un punteggio massimo alle diverse voci (il problema contiene di solito 4 richieste di peso differente) e i diversi indicatori incideranno su ogni singolo punteggio intermedio. Con questa modalità è facile penalizzare lo studente se non si presta la dovuta attenzione al peso dei valori decimali. Se la domanda a) del problema 1 prevede sino a 4 punti bisogna abituarsi a dare 4.0, 3.9, 3.8 e così via perché poi il meccanismo della somma è impietoso.



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