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UNIVERSITA’/ Baldassarri (Fli): abolire il valore legale della laurea? Ecco come fare

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Per questo si deve introdurre un sistema serio di borse di studio e prestiti d’onore. Lo studente deve sapere che quando va all’università costa 10mila euro l’anno. Ma se non può permetterselo e se lo merita, deve poterci andare egualmente, grazie al prestito.

Non crede che una misura del genere potrebbe favorire lo sviluppo economico e l’occupazione?

Sì, ma tra vent’anni. Si tratterebbe di un provvedimento i cui effetti non sarebbero osservabili nel breve periodo. Come, del resto, è vano pensare che le liberalizzazioni poste di recente in essere incrementeranno improvvisamene il Pil. Sta di fatto che, dal punto di vista del valore della laurea, siamo indietro di almeno 20 anni.

Tra le proposte in esame, vi è quella dell’accreditamento delle università.

Sono d’accordo. Non è possibile che, nei concorsi pubblici italiani, un dottorato preso a Chicago, Londra o al Politecnico di Milano valga tanti punti quanti uno preso a Canicattì.

In tal senso, a che punto crede che siamo con la valutazione?

Siamo indietro di trent’anni.

Lei cancellerebbe il voto di laurea dal computo del punteggio necessario per accedere a taluni impieghi pubblici?

No, se il voto di laurea fosse espresso sulla base di quella meritocrazia di cui stiamo parlando. Se ex ante conoscessimo il rating delle università, sarebbe, quindi, giusto far valer anche il voto.

Crede che sia la volta buona? Ovvero, questo governo potrebbe realmente riuscire ad abolire il valor legale del titolo di studio?

Credo che per il bene dei giovani italiani, chiunque abbia un minimo di buon senso deve auspicare che ce la faccia.



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