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SCUOLA/ Cenerini (ADi): che cosa non "funziona" più tra prof e studenti?

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1. La fine dell’autorità dell’insegnante. Una volta il docente era il delegato dell’autorità dei genitori, nei quali trovava sostegno nell’imporre ai figli valori e comportamenti. Oggi la famiglia non può delegare nessuna autorità perché l’ha perduta essa stessa.

2. Una nuova composizione del corpo studentesco. Nelle nostre aule hanno fatto ingresso tumultuoso allievi che, per provenienza sociale, economica, culturale, etnica, sono privi della tradizionale etica dello studente, di quell’insieme, cioè, di regole comportamentali, di abitudini disciplinari e di atteggiamenti mentali che per secoli avevano consentito alla scuola di funzionare e  agli insegnanti di esercitare un’autorità socialmente riconosciuta e legittimata.

3. La crisi dei saperi e dei modi di apprendere. Da tempo i saperi scolastici sono stati messi in crisi non solo dalla loro esplosiva estensione e frammentazione, ma anche dall’invadenza di un’esopaideia, come la chiama Raffaele Simone, fatta di una cornucopia di iPhone, iPad, smart phone, nonché di videogiochi, di social network, ecc.., che ne fanno una fonte di apprendimento attraente ed invasiva.

4. La fine della funzione della scuola come ascensore sociale. Pare giunta al capolinea la promessa più importante della scuola,  quella che ne faceva l’unica via per trovare un lavoro o una professione, che liberava i giovani dalla precarietà e dal bisogno e li faceva salire lungo la scala sociale. Questa, in fondo, era la vera missione emancipatrice dell’istituzione scolastica “classica”. Oggi i giovani percepiscono molto presto che la scuola non garantisce più questa prospettiva.

Che fare allora? L’ADi, Associazione Docenti Italiani, ha ritenuto che sia fondamentale approfondire questi temi, avvicinarsi ai giovani che vivono e soffrono sulla loro pelle la rivoluzione della modernità. Per questo ha organizzato un seminario internazionale il 24 e 25 febbraio p.v. a Bologna, dal titolo O la scuola o la vita. Studenti questi sconosciuti. Strategie per un incontro possibile. La questione sarà affrontata nei suoi diversi aspetti da un prestigioso pool di esperti nazionali e internazionali in sociologia, psicologia, statistica, politiche scolastiche. E non mancheranno loro, gli studenti, che rappresenteranno dal vivo alcune situazioni emblematiche. 



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