BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I soldi delle famiglie, vademecum per non sprecarli

mercoledì 25 gennaio 2012

Ricorrere ai contributi per far fronte alle carenze dello Stato nel finanziare l’ordinaria erogazione del servizio accentua le diseguaglianze tra i sistemi scolastici dei diversi territori e può minare la collaborazione tra scuola e famiglia.

Per trovare un nuovo punto di equilibrio tra diritti dei cittadini e le istituzioni, è innanzitutto da ricordare che la responsabilità del funzionamento del sistema scolastico non è più solo dello Stato.  Con il Decreto legislativo 112/98, attuativo della Legge 59/97 (Legge Bassanini), sono stati conferiti compiti amministrativi alle Regioni e agli Enti locali: i Comuni per il primo ciclo e le Province per il secondo ciclo hanno competenza diretta - solo per fare degli esempi - sull’edilizia scolastica e sulle attrezzature laboratoriali, nonché sui servizi di supporto organizzativo per gli studenti disabili, l’orientamento, la prevenzione della dispersione scolastica. La situazione di degrado di molti edifici scolastici, spesso intollerabile, è perciò diretta responsabilità non dello Stato, ma degli enti locali.

In tale situazione ciò che lo Stato deve fare è garantire alle autonomie scolastiche certezza delle risorse - umane e finanziarie - su cui possono contare e tempi adeguati di assegnazione.  Contestualmente deve definire con chiarezza quali sono i “livelli essenziali delle prestazioni” (LEP), cioè i servizi che devono essere garantiti obbligatoriamente dai diversi livelli istituzionali - Stato, regioni ed enti locali, istituzioni scolastiche - in funzione delle norme generali vigenti, e controllarne il rispetto.

L’esplicitazione dei livelli essenziali delle prestazioni sarebbe un passaggio epocale per il sistema educativo, perché definirebbe una nuova base del rapporto tra Stato, istituzioni locali e scuole autonome, fondato su libertà e responsabilità, e perché i LEP diventano esigibili da parte dei cittadini, che quindi sarebbero nelle condizioni di avere certezza di quali sono i servizi di cui hanno diritto e da parte di chi devono essere garantiti.

Una tale maturazione del rapporto sia tra i diversi livelli istituzionali tra loro sia tra istituzioni e cittadini è la premessa necessaria anche per una rinnovata partecipazione delle famiglie alla vita della scuola. I livelli essenziali che devono essere garantiti rappresentano per loro natura un “minimo”, che apre con trasparenza alla volontarietà dei contributi - non solo economici - delle famiglie alla scuola. Le famiglie potrebbero in tal senso partecipare alla vita della scuola concorrendo a sviluppare un nuovo vasto ambito di intervento: tutto ciò che è oltre i LEP. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >