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SEMPLIFICAZIONI/ 2. Università, Violini: bene Monti, ma il valore legale va abolito

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Senz’altro. Che non si riduca però al «sì» o «no». Da parte mia auspicherei un «sì» – lasciando alla società civile, al mercato, la definizione del valore reale e non meramente legale, dei titoli rilasciati dall’università. Un «sì», parlando però, innanzitutto, del «come».

Un errore da evitare?

Lasciare tutto come è ora e togliere il valore legale. Le famiglie italiane hanno mandato i figli all’università col mito del posto fisso, ora togliamo loro il posto fisso ma il sistema rimane quello di cinquant’anni fa: risulterebbe demagogico. Ripeto, si può certo partire dal fondo, non è che i processi di riforma debbano essere sempre «razionali». Ma non sarebbe, allo stato, la scelta più logica e sensata.

In conferenza stampa il ministro Profumo ha ricordato il decreto sull’accreditamento delle università approvato la settimana scorsa: ora spetta all’Anvur accreditare gli atenei.

Quel decreto è un primo passo per arrivare ad una competizione reale tra le sedi universitarie: se si conosce il valore formativo reale delle singole sedi e anche gli effetti sull’occupazione di certe lauree piuttosto che di altre, vuol dire che il processo di conoscibilità del sistema viene organizzato finalmente su base valutativa e non su base legale. Occorre però andare oltre, intervenendo sui processi di reclutamento, che andrebbero ulteriormente liberalizzati. Ora sono nelle mani delle università, ma troppo condizionati dal controllo centralizzato sui concorsi. Se le università non possono assumere docenti perché sul mercato, in assenza di concorsi appunto, non ce ne sono, tutto il sistema di valutazione risulta compromesso: come faccio a valutare la performance di un ente che non è libero si stabilire come organizzarsi, cioè come scegliere il suo capitale umano?




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COMMENTI
29/01/2012 - Basteranno dieci anni? (Vincenzo Pascuzzi)

Conclude Lorenza Violini: «Quel decreto è un primo passo per arrivare ad una competizione reale tra le sedi universitarie: se si conosce il valore formativo reale delle singole sedi e anche gli effetti sull’occupazione di certe lauree piuttosto che di altre, vuol dire che il processo di conoscibilità del sistema viene organizzato finalmente su base valutativa e non su base legale». Non mi convince la "competizione" tra università o altri istituti scolastici anche perché non riesco a immaginarla nel concreto né come prioritaria per gli stessi ipotetici concorenti. In ogni caso e ammettendo che le cose possano essere indirizzate come auspica L.V., vorrei avere dalla stessa - o da altri - indicazioni sia pure di massima sui tempi necessari per condurre a compimento il progetto da loro classificato "virtuoso". Basteranno dieci anni?

 
29/01/2012 - Premiato Diplomificio & Laureificio Italia (Sergio Palazzi)

Da un certo punto di vista astratto, il valore legale poteva avere il senso libertario di dare un "titolo" (appunto) a chi, essendo estraneo ad aristocrazie o consorterie, altri titoli di sangue o casta non ne aveva. Quindi, uno strumento di crescita sociale. Era realistico o utopistico? e quando aveva senso, ai tempi di Carlo Magno, della rivoluzione francese, del crollo degli imperi?? Di sicuro, come di solito capita alle buone intenzioni, porta ai risultati opposti. E non è una scoperta di adesso, visto che Luigi Einaudi (il migliore fra i nostri presidenti, e mi sembra bene riaffermarlo oggi, ma anche una fra le più lucide menti del '900 europeo) lo diceva chiaramente quasi un secolo fa: mandate la gente a scuola per dargli un pezzo di carta, e scopo dell'andare a scuola sarà appropiarsi del pezzo di carta. Se il titolo di studio è solo un certificato come un altro, si andrà a scuola per imparare. Chiuderanno i diplomifici (i tanti piccoli "privati" e il Sommo Diplomificio Pubblico) e ricominceranno a crescere le Scuole. Da qualche parte si deve cominciare, dice Violini, e non basta un giorno o un colpo di bacchetta magica: Vero. Ma è urgente cominciare presto anche con le scuole superiori. Guardare ai contenuti e non al pezzo di carta servirà anche a far cadere la spocchia di chi proclama che un diploma liceale valga di più di uno dell'Istituto Tecnico e a salvare i ragazzi delle "medie" dalla trappola dei "consigli orientativi".

 
28/01/2012 - I Primi Passi (Antonio Servadio)

Concordo con la giornalista che su questo terreno bisogna usare prudenza per evitare il rischio che la cura sia peggiore del male. Serve studiare bene l'intero edificio, prima di decidere da dove avviare la ristrutturazione. Qui il dato più importante è che si è finalmente gettato il tema sul tavolo, che si è superato un tabù obsoleto e controproducente. Ora lo sforzo non deve essere quello di bruciare le tappe, piuttosto bisogna impegnarsi a non lasciar cadere l'argomento.

 
28/01/2012 - Mah (Mariano Belli)

Non riesco proprio a capire perchè vogliono abolire il valore legale, se non per poter abbassare ulteriormente le retribuzioni: di sicuro è che stanno portando il paese nel caos.