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SCUOLA/ Bertagna: agli alunni non piacciono i prof? Il vero problema è il monopolio statale

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Ogni volta che si tenta di metter mano alla situazione, ci si trova di fronte ad ostacoli insormontabili. «Abbiamo una scuola che coinvolge, complessivamente, 1 milione e 200mila dipendenti. Un "Moloch" tendente all’inerzia e alla conservazione di un modello monopolistico che niente riesce a infrangere». Che non ci riesca il modello di scuola paritario, che in Italia è nettamente minoritario è comprensibile. «Lo è meno – continua – il fatto che non ci riesca  il disegno costituzionale della scuola delle Regioni. Il cosiddetto sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che doveva avere pari dignità con quella statale, è fallito. Da un lato molte Regioni non lo vogliono, dall’altro lo Stato non ha mai voluto mollare le sue prerogative». 



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COMMENTI
05/01/2012 - Peggio i contenuti che l'età (Sergio Palazzi)

Caro prof. Bertagna, sono un docente "medio", dato che ho proprio 51 anni. Soggettivamente mi sento "giovane", a prescindere da ciò che mi dice lo specchio e dal fatto che presto dovrò cambiare gli occhiali. Mi confronto con colleghi di altre età, molti ormai ben più giovani di me, direttamente sul lavoro o indirettamente incontrando altre scuole e persone, come insegnante e come genitore. Mi permetta di dire che quello dell'età è un falso problema, il problema vero è proprio quello dei contenuti (e del loro significato). I docenti si formano nello stesso modo da decenni, a parte le corvée di SSIS, TFA e simili che mi sembrano più fenomeniche che strutturali. Con la differenza che i limiti di contenuti e metodi di approccio vecchi di eoni possono essere colti, messi in discussione ed aggiornati forse meglio da chi si era formato nella scuola di alcuni eoni fa: mi pare che tale approccio critico sia minore in chi è più giovane, forse per mancanza di strumenti cognitivi (a costo di dire che, of course, "una volta a scuola si imparava meglio"). Ne ho discusso diverse volte segnalando i limiti e le aberrazioni della didattica della chimica, che è tra l'altro una grave causa di arretratezza economica e culturale del Paese, ma penso si possa dire anche in altri settori. Poi, ha senso fissarsi sull'età, se il docente "medio" sa che in pensione ci andrà a fine anni 20? essere stantio non dipende dall'anagrafe, ma da come si è usata la testa e da come la si vuole usare nel futuro.