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SCUOLA/ Un precario: caro Ministro, il Suo concorso sarà un imbroglio

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Tutti pronti per il quiz? (InfoPhoto)  Tutti pronti per il quiz? (InfoPhoto)

Certo, perché è così che si fa. Stavamo giocando il nostro campionato di calcio. Erano trascorse 30 giornate, ormai i giochi erano quasi fatti: chi lottava per lo scudetto, chi per non retrocedere. Ma arriva uno e, siccome la palla è sua, decreta: “adesso chi segna vince”. Sì, azzeriamo tutto: non importa che la squadra si chiami Barcellona oppure “W la parrocchia”: chi segna vince. 

Ma soprattutto solo ora mi accorgo che ho sbagliato a insegnare. O meglio a concepire l’insegnamento come rapporto con la letteratura, la lingua, la storia e i miei alunni. Mi sono letto tutto Pasolini e ho provato a prendere sul serio i miei alunni? “Ecchissenefrega”, mi avverte il ministero. Al concorso ci sarà il quizzone. Che cretino sono stato, ad andare dietro a Dante, Leopardi e Orazio anziché a Mike Bongiorno, Gerry Scotti e Paolo Bonolis! 

Ci saranno 18 domande di logica, valide per tutti (per chi vuole insegnare alle elementari o alle medie o alle superiori o vuole diventare architetto o veterinario, shampista o gommista). La logica – ci mancherebbe! – è una disciplina nobile. Per curiosità sono andato a guardare i prototipi delle domande: niente Aristotele, ovviamente, niente Gödel, figuriamoci. Giochini tipo Sudoku. Avrei dovuto fare così, in questi anni: altro che leggermi integralmente ogni anno La Gerusalemme liberata, l’Iliade e i dialoghi di Seneca. Tanta Settimana enigmistica ci voleva, o anche Snake sul cellulare. 

Non solo a un certo punto del campionato di calcio ci venite a dire che “chi segna vince”. Ci dite addirittura: “vince chi fa un punto a tennis”. Ma non stavamo giocando a calcio? Non dovevo conoscere italiano, latino, storia e geografia? E chi ha finito di studiare inglese al quinto ginnasio ed è nato ai tempi del grammofono, dopo vent’anni di insegnamento cosa volete che risponda a 14 quiz su lingua comunitaria e informatica?

Lo so, è un bel ricatto. Come si fa a resistere, se giochi nella squadra “W la parrocchia”, alla prospettiva di scavalcare il Barcellona al golden gol? Sì, le possibilità sono pochine e, anche senza addestrarsi ai quiz ministeriali, un elementare calcolo delle probabilità dimostra che, se vengono messi in palio per italiano e latino solo 3 posti in Lombardia e 2 in Piemonte, è più facile vincere al grattaevinci.

E noi precari, al grattaevinci non resisteremo. Ci piace vincere difficile, e diventare Mega-Insegnante-Per-Sempre. Imbestialiti e umiliati, a dicembre andremo a sederci davanti a un computer per fare 50 quiz in 50 minuti (non so se lo faremo anche subito prima del Tg5 e del Tg1 per restare fedeli al palinsesto). 

Per fortuna, con 20 giorni di anticipo metteranno in rete i 3500 quiz da cui capiteranno i 50 della prova. Così passeremo dicembre, anziché a leggere La Divina Commedia o i quaderni dei nostri alunni, a divertirci su questo Trivial Pursuit che al ministero si ostinano a chiamare “logica”. Ecco l’ennesimo modo di rovinare la scuola: distrarre decine di migliaia di insegnanti dal loro lavoro. 

 



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COMMENTI
01/10/2012 - Il quizzone anche al ministro e ai commissari (Vincenzo Pascuzzi)

Il quizzone anche al ministro e ai commissari d’esame. Esprimo solidarietà alla denuncia angosciata e sarcastica di Valerio Capasa. Due le indicazione ovvie e di buon senso che si possono trarre dalla sua lettera. La prima è l’opportunità di stabilizzare – e magari anche semplificare - la normativa scolastica: è deleterio che ogni ministro (quindi circa ogni paio d’anni) cambi qualcosa, introduca novità in deroga, discontinuità o in contrasto con chi lo ha preceduto e con decorrenza immediata. La seconda è la conseguente necessità di stabilire con congruo anticipo le norme procedurali, i contenuti e le modalità per le prove dei concorsi. Norme e contenuti non possono essere affidati all’estro, alle bizzarrie, al capriccio, e alle urgenze contingenti e momentanee del ministro di turno. Riguardo al quizzone (50 item in 50 minuti) segnalo la sua assurdità e l’imprevedibilità di contenuti: è una specie di roulette russa con uno o X proiettili nel tamburo. Sarebbe opportuno e istruttivo “somministrarlo” obbligatoriamente a coloro che si propongono come commissari d’esame e anche allo stesso ministro Profumo!