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SCUOLA/ Un precario: caro Ministro, il Suo concorso sarà un imbroglio

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Tutti pronti per il quiz? (InfoPhoto)  Tutti pronti per il quiz? (InfoPhoto)

Poi in primavera ci sarà la seconda prova, e infine la terza e definitiva, quella che sancirà i vincitori. Ci toccherà simulare una lezione, all’ultimo. E questo, si potrebbe pensare, sì che c’entra con l’insegnamento. Però mi vedo lì la giuria con le palette: Rudy Zerbi forse, o Mara Maionchi, o addirittura Maria De Filippi, mentre mi tocca esibirmi su quello che ho estratto dalla busta (chissà, magari cantare Sì la vita è tutta un quiz, oppure ballare con Platinette). Me la vedo, la terza prova: Italia’s Got Teacher. Non sempre vincono i migliori: Vita spericolata finì ultima a Sanremo, i Jalisse vinsero. Sarò sincero: mi fido molto di più dell’arbitrio assolutamente scriteriato del fato greco che delle cavillose griglie di valutazione del mondo scolastico (per lo stesso motivo, preferisco rinunciare all’idea di scegliere in autonomia gli insegnanti secondo criteri di qualità, se la mia esperienza mi testimonia che tanti dirigenti non sono in grado di distinguere Messi da un paralitico: meglio a questo punto il cieco scorrere delle graduatorie, l’orgia di bravi e incapaci).

Ecco perché questa volta non sbaglierò. Fateveli voi i quiz, non ho tempo da perdere. Del resto, già mi è capitato di non superare i quiz per la patente, ed erano domande più serie, più attinenti al mio latino di quelle che mi propinerete (anzi, come dite voi in pedagoghese? mi somministrerete). Se non supererò il casting per l’insegnamento, l’estate prossima canterò da solo, senza giuria, Mare profumo di mare. Poi proverò le selezioni del Grande Fratello, o di Veline (tanto occorre la stessa preparazione). 

Per 50 minuti tenterò la fortuna, ma non mi fido più di chi mi ha già fatto sbagliare somministrandomi la Ssis. Non mi toglierete un minuto all’amicizia con Pavese, con Verga, con Petrarca. Su internet leggerò le commoventi mail che mi arrivano ogni giorno dai miei ex alunni, non i vostri esercizietti. Scusatemi, la scuola è un’altra cosa, ed è troppo bella. Somministratevela da soli questa minestra, io non sento nessun Profumo.

 



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COMMENTI
01/10/2012 - Il quizzone anche al ministro e ai commissari (Vincenzo Pascuzzi)

Il quizzone anche al ministro e ai commissari d’esame. Esprimo solidarietà alla denuncia angosciata e sarcastica di Valerio Capasa. Due le indicazione ovvie e di buon senso che si possono trarre dalla sua lettera. La prima è l’opportunità di stabilizzare – e magari anche semplificare - la normativa scolastica: è deleterio che ogni ministro (quindi circa ogni paio d’anni) cambi qualcosa, introduca novità in deroga, discontinuità o in contrasto con chi lo ha preceduto e con decorrenza immediata. La seconda è la conseguente necessità di stabilire con congruo anticipo le norme procedurali, i contenuti e le modalità per le prove dei concorsi. Norme e contenuti non possono essere affidati all’estro, alle bizzarrie, al capriccio, e alle urgenze contingenti e momentanee del ministro di turno. Riguardo al quizzone (50 item in 50 minuti) segnalo la sua assurdità e l’imprevedibilità di contenuti: è una specie di roulette russa con uno o X proiettili nel tamburo. Sarebbe opportuno e istruttivo “somministrarlo” obbligatoriamente a coloro che si propongono come commissari d’esame e anche allo stesso ministro Profumo!