BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Concorso, non basta un quiz a gestire un classe di trenta alunni

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

La collega entra in sala professori. È una insegnante di educazione fisica. È giovane, se è lecito considerare tale una donna che ha da poco superato la quarantina, eppure ha già sulle spalle una lunga esperienza d’insegnamento. È una precaria della scuola sicuramente da più di dieci anni, è regolarmente abilitata, è un’ottima professionista, tra l’altro “figlia d’arte”: suo padre era a sua volta un docente di educazione fisica ed è stato dirigente provinciale del Coni. Insomma, l’amore per lo sport e per l’insegnamento le è stato trasmesso in casa ed è proprio questa la sua missione, la sua vocazione: il pomeriggio, nel tempo libero, è sempre in palestra o all’aperto, con i ragazzi, per avviarli all’atletica leggera.

In una parola, è la tipica insegnante motivata, innamorata del proprio lavoro, seria e professionale, una vera ricchezza per qualunque istituto. Ma, in quanto precaria, è destinata al Lascia o Raddoppia di Profumo, il concorsone scolastico che, com’è noto, probabilmente manderà avanti più che gli insegnanti veri gli accaniti lettori della Settimana enigmistica. È sgomenta, la mia amica, è in preda ad un senso d’impotenza. È una docente vera, non una quizzomane, e quasi quasi sta pensando di rinunciare al concorso. Non fa per lei. Vorrebbe essere valutata per come insegna, per come ha insegnato in tutti questi anni, per i risultati raggiunti, per l’apprezzamento ricevuto da studenti e famiglie. Lo sguardo è perso nel vuoto, mentre mi confessa tutta la sua rabbia, il disorientamento è totale. Non può essere che tutto venga rimesso in gioco da un giochetto di concorso. Non è giusto, non è umano.

Io, che in quanto di ruolo da anni non ho di questi problemi, sono nervoso quanto lei. Mi infastidisce soprattutto il silenzio rassegnato o interessato con cui si è dato praticamente il lasciapassare al quizzone di Profumo. Su una nuova legge elettorale (più necessaria dell’aria) le forze politiche si azzuffano da mesi e non riescono a prendere una decisione. Sul decreto anti corruzione (ancora più necessario) non c’è giorno che non si discuta, senza mettersi d’accordo. Ma sul costoso e inutile concorso di Profumo tutti zitti, tutti allineati, nessuno che alzi le barricate, nessuno che protesti. Anzi, è già partita la gioiosa macchina del business: sono iniziate le offerte di corsi e corsetti di preparazione; sono disponibili già migliaia di quiz per esercitarsi su cd e su internet; tra sindacati e associazioni della scuola è tutto un gran da fare, una vera mobilitazione. Nessuno che si fermi un attimo a chiedersi cosa sta facendo, cosa si sta facendo.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
16/10/2012 - ipotesi errate (Paolo Facchini)

Non è vero che il neolaureato è già in grado di insegnare. La gestione degli alunni non te la insegna l'università. Introduciamo la valutazione degli insegnanti, i migliori faranno da tutor ai nuovi arrivati. La chiamata diretta da parte del dirigente scolastico, che ad un certo punto finirà amici e figli di amici, e comunque se questi non sono capaci li si manda di nuovo a casa. Volete il merito? Nella scuola non lo si decide in base alle conoscenze. Ho avuto docenti geniali ma incapaci di spiegare e/o trasmettere passione per la loro materia; e viceversa: preferisco i viceversa.

 
11/10/2012 - Siamo seri (Nuccio Brown)

Il concorso è cosa giusta. Sono stanco di vedere i raccomandati delle scuole paritarie cristiane che insegnano grazie ad amicizie politiche o clericali che fanno punteggio grazie agli anni di anzianità nelle graduatorie pubbliche per l’insegnamento. Un contratto per l’insegnamento nelle scuole paritaria cristiana da diritto a punteggi nelle graduatorie pubbliche per poter insegnare. Per fare l’insegnante bisogna fare il concorso pubblico come avviene per tutti gli impiegati della pubblica amministrazione (Carabinieri, poliziotti, Geometri). Chi si laurea in scienze della formazione o si diploma per insegnare è pronto per poter formare i giovani sennò che senso avrebbe frequentare queste scuole o università? La trasparenza e l’equità in periodo di crisi è obbligatoria.