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SCUOLA/ 953, il numero che suona il "funerale" dell'autonomia

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In questo contesto non si capisce a cosa serva l’autonomia statutaria, visto che la legge già dice quali sono gli organi e definisce le loro competenze. Il giurista fa fatica a comprendere cosa di innovativo e “autonomo” potrebbero contenere gli statuti delle scuole e, soprattutto, stenta a comprendere la ragione per cui essi sono strumenti di autonomia.

Ma ciò che potrebbe influire negativamente sull’autonomia è l’impianto di organi esterni alla scuola: Conferenze regionali del sistema educativo; Coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti; Consiglio nazionale delle autonomie scolastiche. Come si può immaginare che tutti questi organi possano contribuire all’autonomia delle scuole? Essi, al contrario, diventeranno inevitabilmente produttori di direttive, circolari, etc. che complicheranno la vita dei dirigenti scolastici e delle scuole. 

Sul Consiglio nazionale delle autonomie, poi, definito quale “organo di partecipazione e di corresponsabilità tra Stato, Regioni, enti locali ed autonomie scolastiche” è lecito porre qualche dubbio di funzionalità. L’art. 11, comma 2-bis dice che ai suoi componenti non sarà corrisposto alcunché (nemmeno i rimborsi di viaggio). Di qui un problema: o i suoi componenti saranno tutti romani, oppure dovranno caricarsi in autonomia delle spese per farne parte. 

Tra l’altro, sempre il giurista, non può non mettere in guardia dalla sospetta incostituzionalità di talune norme contenute nel Testo e riferite ai compiti delle Regioni, cui la revisione costituzionale del 2001 ha affidato la competenza legislativa concorrente sull’istruzione. L’art. 11, comma 3, infatti, non si limita a ricordare i compiti che esse hanno in materia, ma “suggerisce” l’istituzione di organi, di cui definisce altresì i compiti. Cosa vuol dire tutto ciò? Se è un suggerimento (ma le leggi prescrivono o suggeriscono?) nulla; ma se non lo è allora le Regioni che istituiranno tali organi non possono essere vincolate da una legge statale che ne definisce preventivamente i compiti. 

Insomma, se si vuole realmente contribuire a sviluppare l’autonomia delle scuole, si semplifichi il contesto intorno ad esse, anziché complicarli. Soprattutto, anziché istituire nuovi organi, si lavori per dotarle di risorse, umane, strumentali e finanziare. 

 



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COMMENTI
16/10/2012 - Sacrosanto (Giorgio Israel)

Semplicemente sacrosanto. Una pessima pseudoriforma che non fa che scaricare sulla scuola un'altra overdose di burocrazia e rendere semplicemente derisoria l'idea dell'autonomia. È il trionfo dell'ideologia che sta sempre più prendendo piede nel mondo dell'istruzione: una miscela di dirigismo bottaiano, di demagogia di radici sessantottine e di tecnocrazia. È da sperare che il Senato, in un sussulto di ragionevolezza, la mandi a picco.