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SCUOLA/ L'autonomia non c'è, ecco perché il ddl Aprea farà la differenza

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Valentina Aprea (InfoPhoto)  Valentina Aprea (InfoPhoto)

L’esperienza internazionale dei Paesi dove l’autonomia scolastica è praticata da anni e in misura ampia (Inghilterra, Catalogna, Finlandia, Paesi anglosassoni) evidenzia con chiarezza che l’autonomia diventa più efficace quando le scuole superano il proprio ambito e danno valore aggiunto al territorio in cui sono inserite, anche mettendosi in rete tra loro e con il privato sociale, come previsto dallo stesso ddl 953. 

Anche il nucleo di autovalutazione rappresenta una novità per la diffusione di quella cultura dell’accountability, del rendere conto del proprio operato, che è esattamente il superamento dell’autoreferenzialità della scuola. Tanto più perché il nucleo di autovalutazione è costituito con un minimo di cinque membri, di cui almeno un membro esterno, un rappresentante dei genitori ed uno degli studenti. Vi sono le condizioni quindi perché l’autovalutazione possa essere governata dagli stakeholder esterni e non dal personale stesso della scuola.

La valutazione esterna operata dall’Invalsi entrerà poi in relazione con il nucleo di autovalutazione, per una corretta dialettica tra autovalutazione e valutazione esterna. 

Non si può negare che queste siano importanti novità per la cultura della valutazione nel sistema educativo, fino ad ora ancora troppo sottovalutata.

Infine si riconosce all’autonomia scolastica un proprio livello di rappresentanza. A livello nazionale nascerà il Consiglio delle autonomie scolastiche, composto da rappresentanti eletti ed anche le Regioni devono definire strumenti, modalità ed ambiti territoriali delle relazioni con le autonomie scolastiche e per la loro rappresentanza. E’ una novità che soprattutto a livello territoriale consentirà alle scuole autonome di interloquire direttamente con le Regioni e gli Enti locali, superando l’artificiosa rappresentanza oggi esercitata dall’ufficio periferico del ministero. Per altro le Regioni stesse, nel parere dato alla Camera, affermano di condividere sostanzialmente obiettivi e principi ispiratori. 

La legge sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche non sarà ancora l’auspicato compimento dell’autonomia scolastica con la sua piena assunzione di responsabilità sulle risorse umane, strumentali e finanziarie, ma è indubbiamente un buon passo passo avanti.



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