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SCUOLA/ Israel: come sfasciarla in 12 mosse

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Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo (InfoPhoto)

1. Si è trovato davanti al dossier del nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti e invece di implementarlo ha dato spazio alla guerra della dirigenza ministeriale contro i numeri proposti dalle università per le lauree magistrali e per il Tirocinio formativo attivo (Tfa).

2. Ha definitivamente affossato le dette lauree magistrali per la formazione degli insegnanti, che erano uno degli aspetti più innovativi di quel regolamento e la cui preparazione aveva stimolato un inedito coinvolgimento delle università nel rapporto con le scuole.

3. Ha lasciato che le prove di ammissione al Tfa fossero gestite nel modo più contrario allo spirito del regolamento e cioè con batterie di test che, anziché servire a una scrematura iniziale, sono state un’esibizione indecorosa di nozionismo e di errori sesquipedali.

4. Anziché cassare queste prove, chiedere scusa e ricominciare in modo serio, ha fatto “aggiustare” la baracca da una commissione in forme a dir poco discutibili.

5. Alla vigilia dell’esame di maturità, di fronte alla richiesta di pronunciarsi contro la prassi del “copiare”, ha nicchiato ed ha evitato di prendere posizione. Basterebbe questo a dire quanto sia “internazionale” la posizione del ministro, ove si pensi a quanto sia considerato scandaloso copiare negli Usa, dove si è scatenato un dibattito acceso circa le vie oblique che offrirebbe al copiare la procedura del “copia e incolla” da internet.

6. Ha preso posizione con grande leggerezza sul tema dei compiti a casa, che merita riflessione e non dichiarazioni estemporanee e su cui, comunque, il ministero non deve mettere becco, lasciando al docente la libertà di metodologia didattica, a meno di non tornare a stili autoritari di stampo “bottaiano”.

7. Ha fatto dichiarazioni a ruota libera sulla scuola che deve diventare web community, con la sostanziale abolizione dei libri, mentre le conoscenze debbono essere costruite attraverso lo studio collettivo e in rete degli studenti, “verificate” in classe con l’aiuto dei docenti, in un’alternanza docente-studente sulla cattedra. Il tutto per finire con la proposta della scuola come “centro civico”.

8. Ha promosso un concorsone per la scuola il cui bando sulla Gazzetta ufficiale fa inorridire: sembra un esame per la patente di guida, con la pretesa di verificare con test le competenze “logiche e deduttive” e un esame per discutere come si gestisce una classe. Ciò si accompagna alla ripetuta affermazione del ministro secondo cui le conoscenze sono meno importanti dello “stare in classe”. Il ministro dovrebbe avere il buon gusto di rendersi conto che egli non è Aristotele e che non basta affermare una cosa (tanto discutibile) perché sia vera e tantomeno per farne l’ossatura di un concorso di Stato (torna ancora Bottai).

9. Ha fatto una proposta di aumentare l’orario dei professori a 24 ore che non merita altro commento se non quello del professor Ferratini sul Corriere della Sera: “chiacchiere da bar”. Le quali però rischiano di diventare realtà, di provocare un altro sconsiderato taglio proprio sul fronte su cui andrebbe evitato e di produrre un ulteriore degrado della figura dell’insegnante verso quella dell’“istruttore”, che passa di classe in classe come una sorta di badante (il che sembra essere voluto, perché è plateale la coerenza con i propositi di cui al punto 7.

 



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COMMENTI
18/10/2012 - Proprio così (sabina moscatelli)

Grazie per la lucida analisi. Speriamo che qualcuno che conta si prenda la briga di leggerla e di porre fine a questo disastro.

 
18/10/2012 - Alla scuola colpo di grazia tirato col bazooka (Vincenzo Pascuzzi)

Comprendo e condivido lo sfogo di G.I. In particolare, osservo che aumentare da 18 a 24 ore l’orario settimanale dei docenti è un po’ come dare il colpo di grazia alla scuola tirandolo col bazooka! Poi la “piena disponibilità a rivedere, d'accordo con tutti i gruppi parlamentari, la proposta offerta (sic) al Parlamento'' dichiarata ieri da Profumo - tramite Giarda - “purché la revisione indichi soluzioni alternative”, più che un ripensamento o una retromarcia, appare come una ulteriore e recidiva sfida, una minaccia, un vero ricatto tenendo la scuola in ostaggio.