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SCUOLA/ 5 buone ragioni per cambiare il contratto dei docenti

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4. Un altro problema sta nell’ingestibilità e nella bassa qualità del personale. Sono state eliminate tutte le procedure di valutazione in itinere del personale docente e direttivo. Sono ancora del tutto inefficaci le misure di selezione preliminare del personale. A questo proposito occorrerebbero due riforme: lo svolgimento di concorsi territoriali e un ruolo territoriale anziché nazionale, in modo da avere personale gestito non con titolarità di scuola e trasferibilità nazionale ma con titolarità e trasferibilità distrettuale o provinciale o regionale. Bisognerebbe poi creare una dirigenza distrettuale del personale a cui attribuire la gestione amministrativa separandola dalla direzione didattica, che deve rimanere in piccoli istituti di massimo 500 alunni.

5. La riforma Gelmini ha licealizzato perfino gli istituti professionali di stato invertendo la tendenza avviata dalla riforma Moratti-Bertagna. Il risultato è la stagnazione cronica della vita scolastica, il continuo deterioramento della voglia di insegnare e di apprendere, la separazione sempre maggiore della vita scolastica dalla vita e dal lavoro reale (la licealizzazione è una delle forme di ciò) a cui in teoria la scuola dovrebbe preparare. Da qui discende la progressiva diminuzione della voglia di studiare nella massa degli alunni ed anche il dilagare di comportamenti depressivo-trasgressivi. A questo proposito, l’ipotesi predisposta dalla riforma Moratti, quasi attuata nel 2006 ma bloccata dalla vittoria elettorale di Prodi, dovrebbe essere ripresa e rinforzata per dare dignità ai percorsi di studio professionali. I quali sono indispensabili, oltre che utili ai giovani ed all’economia, per la struttura psichica ed intellettuale di almeno il 50% del mondo giovanile che, come in tutto il resto d’Europa, trova nel rapporto precoce scuola-lavoro (a partire dai 15 anni) un felice ed appagante connubio.

Le misure indicate sono possibili a Costituzione ed ordinamento vigenti. Non richiedono alcuna variazione del contratto di lavoro del personale. Tuttavia, in prospettiva, Il contratto del personale statale dovrebbe a mio parere diventare molto più flessibile e prevedere sia il tempo pieno per i docenti sia le più svariate forme di part-time. In una prospettiva ancora più lunga potrebbe essere abolito il contratto degli statali con la creazione di un unico contratto docente del paese sia per un normale principio di equità sia per evitare anche le transumanze e le aberrazioni del passaggio dal privato al pubblico.

Ci sono poi tutte le misure pensabili su un ordinamento diverso che affidi alle regioni, comprese le future macroregioni, le competenze reali.

 



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COMMENTI
22/10/2012 - precisazioni (sergio bianchini)

Nel mio articolo per ognuno dei 5 punti individuati come cruciali viene indicata la possibile correzione. Lungo strade che NON richiedono cambiamenti enormi come ritocchi alla costituzione o revisioni contrattuali oggi impensabili. Per questo ritengo che il titolo, agganciando i cinque punti alla riforma del contratto, travisi il mio punto di vista che voleva essere semplificatore e cancellatore di alibi. Pur aprendo alla fine visuali più ampie sul contratto ed anche sul federalismo. Saluti

 
21/10/2012 - Scuola (maria schepis)

L'autore dell'articolo intravede nel cambiamento del contratto dei docenti un passo avanti per la nostra scuola, nulla da obiettare alla sua sintesi ma vorrei spostare l'attenzione altrove: i docenti e gli allievi. I primi ormai per media i più anziani d'europa,i più hanno scelto questo lavoro per passione, in esso hanno creduto e se alla passione hanno aggiunto le competenze sicuramente hanno fatto bene. Il rapporto con gli allievi è fondamentale, un insegnante non può bleffare perchè immediatamente viene smascherato e il suo ruolo sminuito. I giovani se motivati ascoltano ed imparano. Questo è un punto fondamentale, non è facile motivare allievi che entrano in classe come se andassero in una camera di tortura, spesso dietro questo rifiuto si nasconde disagio che il docente rimuove con strategie sue, perché difficilmente trova il supporto necessario, in quel momento la formazione prevale sull'istruzione, poi piano piano trova il canale per comunicare e può trasmettere sapere ,lui offre tutto ciò che sa, l'allievo prende ciò che può, ma giorno dopo giorno impara sempre più. Un lavoro certosino che richiede impegno ma che perde di valenza fuori dalla classe per la scarsa considerazione dei docenti e le poche certezze offerte ai giovani. Doveroso rendere la scuola più moderna, modificare il contratto dei docenti, introdurre un corretto utilizzo degli strumenti informatici, ma la scuola non può diventare solo un conto da far quadrare. Si deve insegnare ed imparare nei modi e nei tempi necessari.