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SCUOLA/ Un prof: contro le 6 ore in più facciamo l’"Aventino"

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Mario Monti con Francesco Profumo (InfoPhoto)  Mario Monti con Francesco Profumo (InfoPhoto)

La scuola, in questi anni, ha già pagato. Una riforma era necessaria, ma è un fatto che la coppia Tremonti-Gelmini ha concepito i nuovi piani degli studi tenendo in mano le forbici. Tagli necessari, certo, l’ho sempre sostenuto. Ma comunque tagli. Si arriva al punto che tagliare non si può proprio più. E soprattutto non si può entrare in questo modo in quella speciale cristalleria che è la scuola, con la grazia di un elefante e con l’indifferenza di un padrone disumano. Tra l’altro non è neanche un buon investimento, quello concepito da Monti-Profumo: ci saranno nell’immediato dei risparmi, certo, ma cresceranno la disoccupazione e la disperazione. Per una folla di precari, ad esempio, non ci sarà più lavoro. La domanda scenderà ulteriormente. Ma è proprio così che va risanata l’economia di un Paese?

Colpire la scuola è colpire al cuore una nazione. Non si può continuare a colpire così. Tra l’altro, i docenti sono, all’interno della categoria degli statali, quelli meno esposti a scorciatoie e favoritismi e clientelismi. Voglio dire che chi lavora nella scuola è lì perché ha studiato, ha conseguito dei titoli, ha fatto un concorso o ha ottenuto un’abilitazione, è entrato in graduatoria, ha fatto il precario per anni e alla fine ha ottenuto il posto. Quello dell’insegnante è un cursus honorum che difficilmente si presta ad inciuci di vario tipo, come invece avviene in molte amministrazioni pubbliche. Sarebbe meglio continuare a sfoltire da altre parti. La scuola non si può più toccare.

Mi auguro che i docenti riescano a mettere in atto, questa volta, una protesta forte e motivata. Ne va della nostra dignità, dell’affermazione del nostro ruolo. Mi auguro, ad esempio, che negli istituti non ci sia più nessuno disponibile a portare in gite e visite d’istruzione i ragazzi. Fino ad ora lo si è fatto, senza percepire alcuna diaria, addirittura rimettendoci di tasca propria. Lo si è fatto e tutti sono stati contenti: ministri, famiglie, studenti, tour operator, alberghi, ristoranti, guide turistiche, musei… E se ora invece i docenti facessero un Aventino?

 



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COMMENTI
22/10/2012 - SI' all'Aventino, ma non contro gli studenti! (Gianni MEREGHETTI)

D'accordo su tutto, d'accordo sull'analisi, d'accordo sull'idea interessante dell'Aventino, ma non contro ciò che è educativo, non contro gli studenti. Sono d'accordo a bloccare tutto ciò che è burocratico e inutile, sono d'accordo a bloccare la compilazione di moduli su moduli, sono d'accordo a bloccare le riunioni collegiali inutili, ma non i progetti che arricchiscono la conoscenza, non i viaggi di istruzione o le visite guidate che permettono un di più a livello umano. Quindi AVENTINO SI' ma contro l'istituzione e non contro l'esperienza di educazione che ogni giorno viviamo in classe.