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SCUOLA/ Un prof: contro le 6 ore in più facciamo l’"Aventino"

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Mario Monti con Francesco Profumo (InfoPhoto)  Mario Monti con Francesco Profumo (InfoPhoto)

Caro direttore,

avevo proprio ragione a mettere in guardia quando il ministro Profumo, per giustificare l’indizione del suo concorso-quizzone, equiparava i professori agli altri dipendenti statali. Coerentemente col suo pensiero, si giustifica l’innalzamento dell’orario d’insegnamento a 24 ore. Perché se gli insegnanti sono come i funzionari che lavorano in un ufficio qualunque, allora è logico e giusto che il loro orario di lavoro sia aumentato, senza aumentare gli stipendi.

Il problema è che un insegnante non è come un impiegato statale qualsiasi, e che le sue 18 ore (oltre a non essere veramente tali, perché bisognerebbe aggiungere tutte le ore spese in riunioni, aggiornamenti, colloqui con le famiglie e lavoro, molto lavoro, portato a casa), valgono per lo meno il doppio. Chi critica gli insegnanti “perché lavorano poco”, dovrebbe passare anche solo una settimana in una classe di scuola media della periferia di una città o di un paese, o magari dovrebbe entrare (e starci) in un istituto professionale qualsiasi. Il primo a farlo dovrebbe essere proprio il ministro.

La responsabilità di un docente, in quelle 18 ore settimanali, è infinitamente più grande e pesante di quella di molti altri impiegati statali: gli insegnanti stanno educando, aiutando, indirizzando, incoraggiando, formando ragazzi che spesso sono sbandati, che hanno problemi di ogni tipo, a cominciare da quelli, gravissimi, familiari. Cercano di motivare i demotivati, di “scolarizzare” gli esagitati, di integrare gli extracomunitari (i quali spesso non sono neanche disponibili a farsi integrare) e, nello stesso tempo, di salvare e di aiutare gli eccellenti, i volenterosi. Spesso devono parlare di speranza ad una gioventù che sente solo piangere il mondo degli adulti.

Gli insegnanti stanno aiutando il futuro del Paese, il futuro di tutti. Stanno ammortizzando la disperazione dei giovani. Li stanno aiutando in tutti i modi. E tutto questo lo fanno sempre più di frequente all’interno di classi che viaggiano sul numero di 30 ragazzi, perché questo vuole la legge. E tutti e 30 quei ragazzi vanno portati a livelli tali da superare le fatidiche prove Invalsi, che sennò l’Europa si arrabbia e sembra anche che i docenti non sappiano fare il loro mestiere.

Profumo, Monti e le forze politiche che sostengono il governo tecnico non dovevano proprio permettersi di umiliare così il mondo della scuola. Non dovevano permettersi di trattare in questo modo i docenti, di proporre l’innalzamento orario a 24 ore, quasi facendo passare il ragionamento “lavorate di più, privilegiati che non siete altro, perché anche voi dovete fare i sacrifici che stanno facendo tutti gli altri”.



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COMMENTI
22/10/2012 - SI' all'Aventino, ma non contro gli studenti! (Gianni MEREGHETTI)

D'accordo su tutto, d'accordo sull'analisi, d'accordo sull'idea interessante dell'Aventino, ma non contro ciò che è educativo, non contro gli studenti. Sono d'accordo a bloccare tutto ciò che è burocratico e inutile, sono d'accordo a bloccare la compilazione di moduli su moduli, sono d'accordo a bloccare le riunioni collegiali inutili, ma non i progetti che arricchiscono la conoscenza, non i viaggi di istruzione o le visite guidate che permettono un di più a livello umano. Quindi AVENTINO SI' ma contro l'istituzione e non contro l'esperienza di educazione che ogni giorno viviamo in classe.