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SCUOLA/ Nell'Emilia del terremoto si fa lezione in tenda. E l'inverno sta arrivando...

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Fuori da un tendone, in attesa di cominciare (Foto Rossella Garuti)  Fuori da un tendone, in attesa di cominciare (Foto Rossella Garuti)

Nei tanto agognati prefabbricati ci dovremo adattare per non pochi anni: per quanto ho potuto vedere dei progetti degli edifici scolastici temporanei, non sono previsti né laboratori né palestre né biblioteche. E questo è anche condivisibile tenuto conto che la parola d’ordine è stata “ogni euro in più speso ora non sarà disponibile per la ricostruzione”. Tuttavia quell’aggettivo “temporanei” potrebbe voler dire diversi anni e in effetti a Novi la struttura è in cemento armato e a Rovereto in legno, e anche il costo non è indifferente: importo per Novi 1.931.321,50 euro e per Rovereto 1.319.370,00 (ma questa è solo la previsione di spesa) e mi chiedo chi avrà il coraggio fra qualche anno di abbattere questi edifici scolastici temporanei per costruire nuove scuole. Staremo a vedere, se ci saremo.

Quindi questi edifici scolastici avranno il minimo indispensabile, ma anche il minimo è un concetto labile. Ieri sono finalmente riuscita ad entrare nella futura scuola di Rovereto e ho visto che per la scuola media sono previste sei aule, e in effetti ci sono sei classi, ma c’è solo una piccola stanza che dovrà essere destinata ai bidelli per mettere in sicurezza i materiali di pulizia e un’altra stanzetta che dovrà essere attrezzata per gli alunni disabili (come aula morbida), i quali dovranno fare i turni visto che sono cinque. Non c’è uno spazio per le attività alternative alla religione cattolica e, data la presenza di molti alunni di origine straniera, non è un problema di poco conto; infine non c’è uno spazio per gli insegnanti, dove mettere una fotocopiatrice, un computer, i registri, ecc. Alla primaria, che è nello stesso edificio, ma con entrata separata c’è uno spazio in più di quello strettamente necessario alle classi che dovrà essere attrezzato a refettorio con lavandino per la distribuzione delle monoporzioni, ma i bambini mangeranno in classe, perché lo spazio è piccolo e i bambini che rimangono a scuola sono tanti. Per la struttura di Novi ancora non sono riuscita a fare un sopralluogo e quindi non sono in grado di rendermi conto in che modo dovremo adattarci.

Insomma l’ansia monta e l’inverno avanza.

 



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COMMENTI
24/10/2012 - Ahi serva Italia...Usque tandem... (Carlo Cerofolini)

E' veramente molto grave e dolorosa la situazione che ci viene rappresentata (tutta la mia solidarietà) e certamente non è degna di un Paese fondatore Ue e facente parte del G8. Un Paese, l'Italia, in cui, purtroppo, si può tagliare e togliere tutto meno il superfluo. A questo punto mi viene in mente l'invettiva del sommo Dante: "Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello" che mi pare quanto mai calzante per i nostri tempi non certamente felici. Usque tandem.....