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ORA DI RELIGIONE/ Profumo: necessario capire che l'Italia è cambiata

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Il ministro Profumo, foto InfoPhoto  Il ministro Profumo, foto InfoPhoto

Una intervista al ministro della pubblica istruzione Profumo in margine alla presentazione del libro “Dalla Fede religiosa alla Fede teologale” di Mons. Lorenzo Leuzzi. L'intervista è stata concessa agli inviati di Radio Vaticana e del sito L'Ancora, il giornalista Nicola Rosetti. Il ministro è così potuto tornare sulle recenti polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni sulla necessità di cambiare l'impostazione relativa all'ora di religione. Al proposito Profumo ha voluto chiarire che dal suo punto di vista oggi la realtà sociale italiana è cambiata perché molti sono i figli di immigrati che frequentano la nostra scuola. Ha citato l'esempio dell'accordo raggiunto tra Vaticano e Siria in cui si concede che anche nelle scuole cattoliche si legga il Corano. Un fatto che dimostra l'attenzione della Chiesa alla realtà. Osserva poi il ministro che la storia del nostro Paese è una storia con caratteristiche precise dove il cristianesimo ha un ruolo centrale, ma allo stesso tempo bisognerebbe dare attenzione la fatto che la realtà del nostro Paese è cambiata. Identità e accoglienza, dice ancora, sono "due parole debbano essere coniugate ma coniugate nei fatti credo che sia molto importante per creare una scuola capace di formare i cittadini e le cittadine di domani". Il ministro ha poi detto come la fede possa aiutare l'educazione dei giovani: "Coniugando la fede con la quotidianità, il rispetto delle regole, il bene comune, una maggiore attenzione agli altri in generale, avremo la possibilità di creare una società migliore e di fare l'investimento più  importante che un paese possa fare, quello di formare dei cittadini e delle cittadine che sappiano avere una loro vita di relazione in cui sappiano rispettare gli altri e sappiano rispettare soprattutto le persone diverse da loro". Parlando poi del lavoro da lui svolto in generale da quando è ministro, ha voluto sottolineare  i sei punti su cui si è messo. Valorizzazione della capacità delle persone e valorizzazione dell'impegno; maggiore apertura e mescolamento di sangue; trasparenza; rispetto dei tempi; la semplificazione; il tema della valutazione. 



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