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SCUOLA/ Esame di stato: e se facessimo come la Germania?

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Se questo succede a livello della terza media, si può immaginare quali resistenze potrebbe incontrare una riforma alla tedesca dell’esame di maturità. Un anticipo l’abbiamo avuto con le resistenze (probabilmente amplificate) di una parte sia pur minoritaria delle scuole superiori alla semplice introduzione di una prova del Servizio Nazionale di Valutazione nella seconda classe, senza alcuna ricaduta né rispetto alla valutazione degli allievi né delle scuole né tampoco degli insegnanti (come si fa a valutare solo quelli di italiano e matematica?)

Potrebbe farsi avanti una soluzione apparentemente più indolore, cioè il depotenziamento del valore dei voti di esame affiancandovi una prova esterna in alcune aree centrali (le stesse dell’SNV?). Alcuni anni fa lo stesso ministro Fioroni ipotizzò l’introduzione di una prova (volontaria?) standardizzata di matematica al termine della quarta classe.

L’introduzione, all’inizio della ultima classe delle superiori, di prove con le stesse caratteristiche di quelle utilizzate negli anni precedenti potrebbe essere un utile strumento inizialmente per le università, evitando batterie di quiz che sembrano inventate dagli avversari di questo sistema. Tutti sanno del resto che l’ultimo anno è scarsamente utile ai fini degli apprendimenti, soprattutto quelli strumentali di base come italiano e matematica, tranne, si intende, chi si leva sempre come un sol uomo a difendere le cattedre corrispondenti, tutte le volte che un legislatore (Berlinguer, Profumo) osa mettere in discussione che i nostri studenti debbano parcheggiarsi fino ai 19 anni.

 



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