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SCUOLA/ Così l'inglese gioca un brutto scherzo al concorso e ai Tfa

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Cosa ci si può ora ragionevolmente aspettare nel test di preselezione dei 160mila potenziali candidati da tenersi il 24 ottobre per le 7 domande relative alla L2, il cui descrittore è “Conoscenza di una lingua straniera comunitaria al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue straniere”? Uno fra i tanti descrittori, e i tanti descrittori tratteggiano varie figure. Quella di un burocrate, che conosce il sacro verbo della normativa,  di un aggregatore sociale, che sa dedicarsi ai “diversamente abili”, di un informatico provetto, e, in due scarni descrittori, quella di un docente che deve conoscere i contenuti della sua disciplina e i suoi fondamenti teorici?

Si tratterà di 50 domande a risposta multipla, da farsi on line in 50 minuti, con esito immediato; 18 di logica, 18 di comprensione del testo, 7 di informatica e 7 di L2. Passing level, si direbbe in inglese, 35/50, quindi il 70%: 1 punto per ogni risposta esatta, -0,5 per ogni risposta errata, 0 punti per risposta non svolta. Il candidato dotato di abilitazione e magari anche di qualche competenza nella L2, ma acquisita e mantenuta attraverso viaggi, scambi, senza un percorso di formazione preciso, magari avrà una chance in più; altrimenti dovrà sperare di trovarsi davanti a quesiti che ha memorizzato 20 giorni prima dalla banca dati che il ministero metterà a disposizione, o optare per l’equivalente informatico dell’umiliante “foglio bianco”. E se per caso le sue competenze informatiche fossero anch’esse discrete, ma di tipo operativo, acquisite sul campo, il rischio di esclusione dalla prova successiva aumenterà.

Dopo la cultura generale del Trivial Pursuit dei vari tests, anche quelli per gli studenti che accedono ai corsi universitari a numero chiuso, toccherebbe alla lingua straniera, fra altre cose, il ruolo di mozzare le mani. Con la “preselezione”, come recita il documento del Miur, dei candidati che hanno la tecnica adatta.

Un neolaureato ha avuto nel Tfa di giugno 2012, non ancora concluso, la prima possibilità da anni di ottenere l’abilitazione necessaria per accedere al concorso imminente – e quindi il concorso sarà per altri – non per il neolaureato - che invece una L2 l’ha forse anche appresa coi programmi Erasmus e similari. I candidati potenziali del concorso potrebbero effettivamente non conoscere bene una L2, ma l’idea stessa che si possa concepire nella selezione del personale docente del futuro la conoscenza della L2, verificata con 7 domande, come uno strumento di preselezione, è ingiusta. Non solo verso i docenti. Ma anche e soprattutto per lo statuto della disciplina. 



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