BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Così l'inglese gioca un brutto scherzo al concorso e ai Tfa

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

InfoPhoto  InfoPhoto

Il ministro Profumo, in un suo intervento relativo al dibattito suscitato dalla decisione dello scorso aprile del Politecnico di Milano di avviare insegnamenti magistrali in lingua inglese, si era espresso con forza in merito alle priorità che dovrebbero regolare l’azione del Miur e la prassi scolastica: “Chi si iscrive ad alcune facoltà deve già possedere solide proprietà linguistiche. Non può essere l’università a farsene carico, se non in fase transitoria. Bisogna cominciare prima”. Con “solide proprietà linguistiche” il ministro intende probabilmente quanto posseduto da chi "can understand with ease virtually everything heard or read. Can summarise information from different spoken or written sources…”. Questo è parte del descrittore per un C2, un proficiency user, nel CERF, il Common European Framework of Reference for Languages, o Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, la scala a sei livelli approntata presso il Consiglio d’Europa per descrivere in maniera chiara le competenze linguistiche e cognitive in L2, vale a dire in una lingua europea. Certo proprietà equivale a skill, o abilità.

Ma quel che conta, si dirà, è il succo del messaggio, attraverso uno slogan efficace e chiaro. “Un tablet ai docenti del Sud”. “Bisogna cominciare prima”. “Prima”, recita il dizionario, significa “in un tempo precedente, anteriormente”. Supponiamo che il ministro abbia inteso riferirsi alla tranche di percorso formativo conosciuto come “scuola secondaria di secondo grado”. Quindi alla Riforma dei cicli. Alla riduzione dell’orario dedicato alla L2 in tutti gli ordini di scuola, provvedimento in linea con l’abolizione del lettore madrelingua, in un’ideale continuità di intenti e metodi con il precedente ministro Gelmini nella politiche riguardanti le lingue straniere.

Fa riferimento anche all’avvio del Clil nei licei linguistici a partire dal secondo semestre del corrente anno scolastico, a fronte di corsi di formazione per docenti Dnl (Docenti Non Linguistici), cioè chiunque sia laureato, ma non in Lingue, da parte delle università. Queste hanno presentato domanda entro il 10 agosto 2012, hanno saputo l'esito della loro candidatura e ora staranno approntando a tempo di record corsi metodologici per 20 Cfu per tutti gli iscritti, che saranno quasi sicuramente anche impegnati nella frequenza di un corso di lingua per farsi certificare il livello C1.

Se poi si è precari, ma abilitati, e appartenenti alla casta delle classi di concorso baciate dalla dea bendata della volontà ministeriale, si tenterà anche di prepararsi al concorso il cui bando per l’immissione di circa 12mila docenti, di cui 4mila nelle scuole secondarie, è uscito il 25 ottobre scorso, rispettando quasi perfettamente gli auspici del ministro. Nei ritagli di tempo, si andrà in classe, con un tablet nuovo di zecca in mano. Ma non se si lavora nella retrograda Torino.



  PAG. SUCC. >