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FINTA PROF/ E' più grave non avere i titoli o non saper insegnare?

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Per sei anni ha insegnato senza avere i titoli, ora dovrà restituire gli stipendi percepiti. E’ quello che è accaduto ad una insegnante in provincia di Palermo condannata dalla sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei conti. Una notizia che ha dell'incredibile, soprattutto oggi che vi dovrebbero essere test su test per avere i titoli necessari ad insegnare. Invece nella scuola di oggi può accadere anche questo, segno che anche la più perfetta delle organizzazioni, e la scuola lo è solo a parole, può essere tranquillamente aggirata.

Qual è la domanda che pone questo episodio così strano e assurdo? Non certo quello di infittire il controllo della burocrazia scolastica, anche perché dire nella scuola d'oggi che per insegnare bisogna avere i titoli è ovvio, oltre che superfluo. E' una di quelle cose che non si dovrebbero dire, anche perché si è di fatto all'eccesso opposto, tanto che un giovane per avere i titoli deve passare sotto innumerevoli forche caudine. E poi tocca sentire di una insegnante che per sei anni entra in classe senza avere i titoli! Ma questo è solo un aspetto della questione, ce n'è un altro su cui varrebbe la pena non tacere ed è come possa succedere che un insegnante stia in cattedra senza averne i titoli.

I casi sono due, o non servono i titoli per insegnare, o chi va a scuola non si accorge della differenza, o non vuole accorgersi, o non può far nulla quando se n'è accorto. Sarebbe interessante, al di là del caso specifico, chiedersi cosa c'entrino studenti e famiglie di fronte ad un insegnante che non ha i titoli per insegnare.

E' evidente che per insegnare si debbano avere i titoli e un problema oggi è che per ottenerli vi è una corsa ad ostacoli e con la sbarra troppo alta. Questo non è comunque il problema serio che pone un simile e inaudito fatto di cronaca. E' l'altro il corno interessante del problema e suscita una domanda: una classe che si accorga di avere un insegnante non abilitato, oggi che cosa può fare? Se andiamo a vedere quello che accade nella realtà, c'è una sola risposta che si può dare: niente!



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COMMENTI
02/11/2012 - Esatto: non conta la differenza (Sergio Palazzi)

Bravo Gianni: il problema è proprio che la burocrazia ti asfissia con le richieste di titoli, i concorsi bizantin-lotteristici etc., ma nessuno si pone il problema di vedere come insegni. Non voglio pensare che il soggetto in questione insegnasse necessariamente bene, o meglio di altri suoi colleghi. Sarebbe un interessante caso per una discussione ma non abbiamo informazioni nel merito, e forse ci interessa poco. Il problema è che se anche avesse insegnato molto peggio nessuno se ne sarebbe preoccupato, come nessuno si preoccupa della sciatteria o mediocrità dei tanti che hanno tutti i titoli, compreso quello di tirare a campare fino al giorno della pensione: a danno dei loro studenti e dei colleghi che vorrebbero lavorare bene. Tanto, al limite - al limite, partecipano a qualche iniziativa progettual-sindacal-psico-qualcosa, e con quella fanno figurare che si sono aggiornati più di te, che a studiare ci passi la vita...