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Educazione

SCUOLA/ I compiti a casa sono troppi?

Sono troppe le ore di lavoro, sono troppi i compiti a casa, sono troppi gli alunni per classe, eccetera. Cosa non funziona in questo discorso? Il commento di GIANNI MEREGHETTI

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Caro direttore,

il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, lancia l’allarme sui compiti a casa: sono troppi, come sono troppe le 24 ore per gli insegnanti! È un tempo, questo, in cui si sta esagerando da una parte e dall’altra, ed è sempre una esagerazione di tipo quantitativo quella con cui il mondo della scuola è alle prese. Sono troppe le ore di lavoro, sono troppi i compiti a casa, sono troppi gli alunni per classe, sono troppi gli euro che la scuola deve allo Stato, sono proprio troppe le incombenze cui si deve rispondere e alla fine questa quantità spropositata di oneri porta a ridurre di valore ciò che si fa, a perderne il senso. Ognuno può rivendicare il limite di guardia delle proprie prestazioni e lo farà in modo quantitativo: gli insegnanti rivendicano che le ore rimangano 18, gli studenti e le loro famiglie che i compiti di latino o di matematica siano dimezzati, le scuole di poter avere delle classi con al massimo 25 alunni.

Ed è giusto che i numeri siano ragionevoli, ma questo meccanismo rivendicativo ha un limite. Io penso che sia giusto seguirlo, ma per farlo inceppare; perché la rivendicazione non porta al nuovo che si desidera, anzi, se perseguita in modo unilaterale, riduce il desiderio. Invece la situazione che sta esplodendo - perché troppe sono le ore di insegnamento che si vorrebbero attribuire settimanalmente agli insegnanti, troppi sono i compiti a casa, troppi gli alunni per classe -, una cosa la produce, ed è l’urgenza di rimettersi di fronte a ciò che si fa a scuola ogni mattina. 

A tema c’è che cosa significhi insegnare e cosa significhi imparare, questa è la questione seria che i dati numerici sollevano. Quand’anche si risolvano i problemi quantitativi rimane aperta la vera questione, del che cosa faccia un insegnante quando insegna e che cosa faccia uno studente quando sta attento ad una lezione in classe e quando poi fa gli esercizi per imparare e studia per capire.