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SCUOLA/ Un prof: ecco perché il 24 non andrò in piazza

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Verso lo sciopero del 24 novembre? (InfoPhoto)  Verso lo sciopero del 24 novembre? (InfoPhoto)

L’ho spiegato in classe (è necessario che gli studenti siano informati), ma ho spiegato anche perché non parteciperò alla manifestazione indetta dai sindacati. Primo, perché non ci sto a fermare i progetti: mi sembra un vero e proprio autogol, un privarci della nostra professionalità. Secondo, perché per l’occasione i sindacati rispolverano una vecchia, gretta battaglia ideologica di basso profilo. La grande soluzione sarebbe quella di recuperare i soldi che servono cancellando il finanziamento alle scuole non statali, le cosiddette “private” (in realtà sono scuole “paritarie” primarie e dell’infanzia, non i “diplomifici”, ma su questo argomento la disinformazione, anche tra i colleghi, regna sovrana).

La soluzione geniale sarebbe quella di succhiarsi quest’anno la sommetta di 200 milioni, per poi costringere alla chiusura le scuole non statali (che già sopravvivono a stento) e riversare sullo Stato un esercito di studenti che significano miliardi di euro in più da spendere. E quindi, riavere, aggravato e ingestibile, il problema negli anni a venire.

Davanti a tanta insignificanza, a tanta grettezza, a tanta povertà di idee e, diciamolo pure, a tanto pregiudizio ideologico, reagisco ruggendo e, dopo un po’, abbandono l’assemblea. Non mi avranno, non sarò con loro. Se la facciano loro questa tardiva manifestazione che non dice nulla di nuovo. La scuola resta vecchia. E la resa dei conti è solo rimandata.

 



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