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SCUOLA/ Pantaleo (Cgil): diciamo no a tutti i nemici del contratto nazionale

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Gentile prof. Foschi,

mentre il ministro Profumo, ieri a Torino, ha dichiarato di non voler aumentare da 18 a 24 le ore settimanali di docenza, a quel che mi risulta la commissione Bilancio della Camera non ha trovato una diversa copertura all’emendamento soppressivo approvato dalla Commissione cultura. Ciò significa che o l’emendamento verrà respinto o si procederà ad un taglio lineare alle risorse del ministero dell’Istruzione. Per la Flc Cgil questo è semplicemente inaccettabile.

Come lei ricorda nella sua lettera, la scuola è stata durante gli anni del governo Berlusconi impoverita con tagli che possiamo definire epocali. Gli effetti devastanti sulla didattica e sui carichi di lavoro del personale, sia docente che Ata, sono sotto gli occhi di tutti.

Pensare di poter di nuovo procedere ad un ulteriore taglio riteniamo sia una scelta scellerata. Per questa ragione se tale intervento non sarà cancellato e semplicemente spostato su altre poste dello stesso Miur, la nostra protesta non si fermerà.

Le voglio ricordare infatti che questa stessa organizzazione sindacale ha proclamato uno sciopero il 12 ottobre scorso nella giornata di mobilitazione degli studenti e ha manifestato in 90 città italiane insieme a tanti ragazzi e ragazze per chiedere una scuola di qualità, per chiedere di non tagliare più l’istruzione pubblica, per chiedere un piano di stabilizzazione per il personale precario e per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro del personale docente e Ata.

Noi in questi anni non abbiamo mai cancellato dal nostro vocabolario le parole “rinnovo del contratto”, lo abbiamo chiesto e rivendicato sempre nella sordità di questo e del precedente governo. E continueremo a farlo anche con il prossimo.

Il contratto nazionale rappresenta per la Flc lo strumento più flessibile e moderno per definire il rapporto di lavoro nella scuola dell’autonomia. I tentativi di indebolirlo a partire dalle codiddette riforme dell’ex ministro Brunetta nascondono semplicemente la volontà di ritornare alla situazione pre-contrattualizzazione, affermando una vecchia idea di lavoro pubblico di stampo napoleonico.  Dove sono solo leggi e circolari a definire lo stato giuridico del personale, i suoi diritti e doveri, secondo una visione in questo caso sì impiegatizia del rapporto di lavoro, anche dei docenti.

Condividiamo la necessità di modificare il contratto nazionale introducendo percorsi di valorizzazione professionale. E non da oggi. Infatti la piattaforma per il rinnovo del contratto, presentata e approvata in alcune migliaia di assemblee e consegnata all’ Aran e all’ex ministro Gelmini, conteneva esattamente alcune proposte su questo tema ed anche, a nostro parere, alcuni elementi innovativi su formazione obbligatoria, funzione unica docente, i famigerati gradoni etc. Il problema vero è stato il blocco dei contratti nella scuola come in tutto il resto del pubblico impiego. Aggravato per il comparto scuola dal blocco degli scatti di anzianità.



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COMMENTI
12/11/2012 - RICONOSCIAMOLO! (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo Pantaleo, riconosciamolo, il ministro Profumo ha risolto la questione delle 24 ore trovando dentro la scuola gli euro che servono alla manovra di stabilita' del governo. Il ministro ha dimostrato di saper ascoltare il mondo della scuola, anche se di fatto la questione rimane tale e quale perché i tagli alla scuola è la scuola a doverli pagare e indipendentemente dalla funzione sociale che ha e che uno stato democratico più che penalizzare dovrebbe promuovere. E adesso? Tutti contenti che il problema e' stato risolto? Sarebbe importante capire quello che è accaduto prima di chiudere la questione. Perché gli insegnanti continueranno a fare 18 ore ma la questione rimane aperta. E' la questione seria della scuola, quella di cui si è iniziato a parlare in questo mese e che speriamo sia tenuta viva. E' il valore che ha l'insegnamento nella formazione della coscienza dei giovani, è la scuola come occasione di maturazione dell'umano. Questo è da continuare a promuovere, che un insegnante possa sempre di piu' trovare la valorizzazione di quello che è e che fa, perché con le sue ore di lezione contribuisce a liberare le energie positive e creative di ogni studente. In tutto questo ciò che amareggia e che preoccupa è che il ministro Profumo ha dovuto raschiare il barile mentre in una vera democrazia un governo dovrebbe capire che è ora di mettere la scuola tra le priorità degli investimenti. Mentre è ancora ai primi posti nei tagli!

 
11/11/2012 - Quanta confusione fa la collega Rizzuto... (Franco Labella)

Avevo letto l'intervento della collega commentatrice pubblicato qualche giorno fa sul Sussidiario. Ne avevo tratto una sensazione di estrema confusione. Ora leggo il suo commento all'intervento di Pantaleo e la sensazione diventa certezza. Ma come si fa in cinque righe a scrivere prima: "Per fortuna al mio arrivo a Milano (1997) ho avuto la lungimiranza di iscrivermi ad un sindacato autonomo (a cui versa un contributo mensile di iscrizione n.d.r.) e tre righe dopo "Ma perchè voi sindacati non fate una cosa più coerente e vi AUTOFINANZIATE?". Veramente se logica e coerenza andassero insieme la collega Rizzuto per non finanziare il suo sindacato autonomo dovrebbe revocare la sua iscrizione piuttosto che lasciar intendere che i 50 euro di trattenuta per lo sciopero servono, Dio sa solo come, a finanziare i sindacati. Grande è la confusione sotto il cielo e la situazione, purtroppo, non è eccellente. Del resto se un ministro come Profumo inserisce una norma (le 24 ore) nel ddl di stabilità, poi ne disconosce la paternità, poi garantisce l'appoggio del Governo all'emendamento soppressivo ma non opera perché venga approvato in Commissione Bilancio, ci vogliamo lamentare della confusione della collega?

 
11/11/2012 - Non riesco a crederci! (Maria Rizzuto)

Caro segretario generale Flc Cgil, nonostante ciò che ha detto il ministro Profumo, avete il "coraggio" di rilanciare? Chiariamo: non sta parlando a nome mio che sono una docente! Per fortuna al mio arrivo a Milano (1997) ho avuto la lungimiranza di iscrivermi ad un sindacato "autonomo", ed oggi (da quest'anno sono anche RSU) l'"intelligenza" del mio segretario provinciale mi consente di essere "libera", pertanto IO il 24 non sciopererò! E perché poi dovrei perdere 50 euro in tempi di crisi? Ma perché voi sindacati non fate una cosa più coerente e vi AUTOFINANZIATE!? Solo così sareste veramente "liberi".