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SCUOLA/ Rembado (Anp): quel "patto" Profumo-sindacati nemico dei docenti

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Giovani precari dei Cobas in protesta (InfoPhoto)  Giovani precari dei Cobas in protesta (InfoPhoto)

Insomma, occorre uscire una buona volta da una finzione che non è più sostenibile, né sotto il profilo della credibilità né sotto quello finanziario. Occorre accettare di aprire la scatola nera della professionalità docente e riconoscere chi fa di più e chi fa meglio: anche se – o proprio perché – questo richiede che sia finalmente messo da parte il tabù della “non valutazione”. Come tutte le professioni, anche quella docente è valutabile: negli esiti di apprendimento, nella qualità e quantità dell’impegno, nella partecipazione alla vita attiva della scuola ed al suo funzionamento. Si potrà sempre dire che c’è dell’altro: ma farne un alibi per non cominciare da qualche parte significa continuare a ripetere all’infinito le formule di sempre, che non funzionano più.

Occorre andare fra i docenti (non fra chi sostiene di rappresentarli) ed ascoltarli: la maggior parte di loro vuole “essere riconosciuta” e sarebbe pronta a mettersi in gioco se gliene fosse offerta l’opportunità. Negare questo vuol dire far loro la peggiore offesa che si possa fare ad un professionista: assumere che abbia timore di far vedere quanto vale. Si crede di tutelare l’immagine professionale degli insegnanti mettendoli al riparo dalla valutazione? 

Le conseguenze di questa miopia sono sotto gli occhi di tutti. Quale ministro o quale Governo si sarebbe permesso anche solo di ipotizzare lo schiaffo delle 24 ore, obbligatorie per tutti ed a zero euro, se ci fosse stato un sistema di valutazione dei meriti individuali? Solo ad una folla senza volto si poteva immaginare di imporre una norma irragionevole ed iniqua come quella avanzata. Ma non basta indignarsi e respingere le misure immaginate: occorre capire perché sono state possibili e come si potrebbe fare per evitare che venissero riproposte. Altrimenti, i 180 milioni di euro di risparmio perseguito finiranno con l’uscire da qualche altra parte e sempre a spese di tutti: ma con un danno proporzionalmente maggiore per quelli che lavorano e meritano di più.

E quindi cominciamo finalmente a porci le domande giuste: chi sono i docenti che già oggi fanno meglio e contribuiscono più degli altri a sostenere quel che funziona del nostro sistema di istruzione? Chi e come deve essere chiamato a decidere sul merito? È proprio vero che una flessibilità oraria differenziata non costituisca una risorsa per i singoli e per la scuola (e non solo per farci le supplenze)? Vogliamo ricominciare a parlare di organico funzionale, quello vero, che nutre l’autonomia? Vogliamo guardare in faccia i singoli e non nasconderci dietro i grandi numeri?



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COMMENTI
12/11/2012 - L’ANP e i docenti “minorenni” da tutelare (Vincenzo Pascuzzi)

1) non si può escludere l’esistenza di un inciucio, o forse un pastrocchio, camuffato da sceneggiata, tra Miur, sindacatoni, governo, partiti; ma che i docenti vengano considerati minorenni incapaci e da tutelare dall’ANP di Rembado in qualità di avv. d’ufficio o Pierino di turno, sembra fanta-sindacatismo. 2) le retribuzioni dei docenti TUTTI sono miserevoli; di recente l’hanno ammesso sia Ugolini che Rossi-Doria. In questa situazione – aggravata dal blocco dei contratti e degli scatti stipendiali - non ha senso ipotizzare di “aprire la scatola nera della professionalità docente” (sic!), introdurre non si sa quale valutazione spacciata per oggettiva e virtuosa, dare una mancetta o un contentino (100 euro?) magari al 2 o al 10% della categoria. E il rimanente 90 o 98%? Almeno Rembado quantifichi e specifichi la sua proposta: quante risorse, quanti i beneficiari, chi e come fa la valutazione, …? Altrimenti il suo contributo potrebbe essere interpretato come un assist al Miur. 3) I dati Eurydice sulle retribuzioni sono impietosi: a fine carriera il docente italiano arriva a 48.870 usd, che è meno della retribuzione iniziale del collega tedesco (55.743 usd) e poco più della retribuzione iniziale del collega danese (47.664 usd) e di quello spagnolo (46.609 usd)(*). 4) traspare l’interesse dell’ANP a proporsi come fiduciario Miur e tirare acqua al mulino del presidi-manager con poteri discrezionali./ (*) http://www.uil.it/uilscuola/sites/default/files/02_italia_e_indicatori_