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Educazione

SCUOLA/ Rembado (Anp): quel "patto" Profumo-sindacati nemico dei docenti

GIORGIO REMBADO (Anp) interviene nel dibattito sulla professione docente (lettera di Foschi e repliche dei sindacati). Chi fa meglio dev’essere pagato meglio, non ci sono alternative

Giovani precari dei Cobas in protesta (InfoPhoto)Giovani precari dei Cobas in protesta (InfoPhoto)

Caro direttore,

non esistono risposte giuste a domande sbagliate. Il dibattito sulla “protesta dei docenti” per le 24 ore ne è stato un esempio. Nonostante il lodevole tentativo di Fabrizio Foschi per avviare una discussione sulle questioni rilevanti per la professione, la reazione dei sindacati del comparto chiamati in causa è stata ancora una volta di tipo conservativo. Ognuno di loro ha riproposto come un mantra le proprie parole d’ordine: scatti di anzianità, difesa dell’esistente, e, soprattutto, più risorse.

Le risorse: a chi non piacerebbero? Ma, a parte il fatto che non ci sono e che anzi l’attuale fibrillazione nasce proprio dal tentativo di diminuire ancora quelle disponibili, ci sarebbe quasi da aver paura se realmente ci fossero. Perché l’abbondanza – o anche solo la disponibilità – di risorse finisce con il rinviare la necessità di decidere e quindi di scegliere. Ed invece la professione docente da troppo tempo è in sofferenza proprio perché coloro che ne monopolizzano la rappresentanza non riescono a cambiare rotta.

È un errore difendere tutto l’esistente, compreso l’indifendibile. Ed indifendibile è la pretesa di sostenere, contro l’evidenza ed il convincimento radicato della pubblica opinione, che tutti gli insegnanti sono uguali, che tutti fanno il massimo e che chiedere loro – o ad alcuni di loro – anche solo un’ora in più costituisca una sorta di bestemmia.

Non ci saranno più risorse che bastino ad innalzare significativamente le condizioni di tutti a parità di prestazioni: ma, anche se ci fossero, non sarebbe giusto utilizzarle per lasciare le cose come sono. Insistere sul “poco a tutti” è un messaggio negativo: vuol dire negare la professionalità di ciascuno e costringere tutti ad un’elemosina mortificante. Mortificante prima di tutto per il suo essere svincolata da meriti e qualità, prima ancora che per il suo importo.

In realtà, l’unico modo per uscire dal circolo vizioso fra una condizione impiegatizia, nella quale l’unico merito è quello di invecchiare, ed una retribuzione sempre più bassa consiste proprio nel cambiare il parametro di riferimento. Chi fa meglio sia pagato meglio: chi si impegna e contribuisce alla vita ed allo sviluppo dei propri studenti e della propria scuola progredisca più in fretta nella carriera. E non si continui a raccontare che già tutti lo fanno e che non possono fare nulla di più. Oltre a non essere credibile, questa è un’offesa proprio per quelli che lo fanno davvero.


COMMENTI
12/11/2012 - L’ANP e i docenti “minorenni” da tutelare (Vincenzo Pascuzzi)

1) non si può escludere l’esistenza di un inciucio, o forse un pastrocchio, camuffato da sceneggiata, tra Miur, sindacatoni, governo, partiti; ma che i docenti vengano considerati minorenni incapaci e da tutelare dall’ANP di Rembado in qualità di avv. d’ufficio o Pierino di turno, sembra fanta-sindacatismo. 2) le retribuzioni dei docenti TUTTI sono miserevoli; di recente l’hanno ammesso sia Ugolini che Rossi-Doria. In questa situazione – aggravata dal blocco dei contratti e degli scatti stipendiali - non ha senso ipotizzare di “aprire la scatola nera della professionalità docente” (sic!), introdurre non si sa quale valutazione spacciata per oggettiva e virtuosa, dare una mancetta o un contentino (100 euro?) magari al 2 o al 10% della categoria. E il rimanente 90 o 98%? Almeno Rembado quantifichi e specifichi la sua proposta: quante risorse, quanti i beneficiari, chi e come fa la valutazione, …? Altrimenti il suo contributo potrebbe essere interpretato come un assist al Miur. 3) I dati Eurydice sulle retribuzioni sono impietosi: a fine carriera il docente italiano arriva a 48.870 usd, che è meno della retribuzione iniziale del collega tedesco (55.743 usd) e poco più della retribuzione iniziale del collega danese (47.664 usd) e di quello spagnolo (46.609 usd)(*). 4) traspare l’interesse dell’ANP a proporsi come fiduciario Miur e tirare acqua al mulino del presidi-manager con poteri discrezionali./ (*) http://www.uil.it/uilscuola/sites/default/files/02_italia_e_indicatori_