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SCUOLA/ Di Meglio (Gilda): la retromarcia sulle 24 ore riapre il problema dei docenti

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Tu o chi ti ha dato il palloncino? (InfoPhoto)  Tu o chi ti ha dato il palloncino? (InfoPhoto)

Che lo sciopero, infine, sia benedetto dalla categoria dei docenti lo confermano tutte le manifestazioni di protesta che si stanno susseguendo in questo periodo, dallo stop alle attività non obbligatorie (gite e viaggi d’istruzione in primis) fino alle gremite assemblee dei nostri iscritti in corso da Nord a Sud Italia. 

È scontato, poi, che la valorizzazione del corpo docente, nella sua professionalità e impegno, sia la nostra priorità. Una priorità che purtroppo si è scontrata con l’assenza di una visione globale e di lungo periodo da parte della politica. L’impegno con cui la Gilda ha portato avanti la sua battaglia sulla questione contrattuale ne rappresenta una lucida prova. Non a caso ad ottobre 2011 il sindacato era riuscito a far approdare in Parlamento ben due disegni di legge e uno di essi era mirato appunto all’istituzione  di un’area specifica di contrattazione per gli insegnanti. Con la caduta del governo Berlusconi, un mese dopo, naturalmente, il nostro tentativo di ridare forza alla categoria restituendole la dignità d’un tempo, si è arenato. 

La scuola, insomma, continua ad essere relegata in secondo piano. Diventa protagonista sempre e solo quando c’è da operare dei tagli. E questo vale per i governi passati, ma anche per quello attuale. Ciò che continua a mancare , infatti, è una politica economica illuminata in grado di investire sul futuro e, quindi, sull’istruzione. Un’inversione di marcia che sarebbe auspicabile, ma che vediamo ancora lontana. E la proposta di legge ex Aprea (sulla riforma degli organi di governo della scuola statale) lo dimostra in pieno. Quattro anni di gestazione per una norma che non solo non migliora la qualità dell’offerta formativa, ma penalizza fortemente gli insegnanti, trasformando la scuola in una qualunque azienda. 

 



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