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SCUOLA/ I sindacati, ultimo Muro che minaccia la "domanda" dei docenti

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La strada per rendere moderna la professione non è il contratto, perché la sua funzione è semplicemente quella di garantire la professione; oggi ci vuole di più, non basta ad un insegnante che sia garantito per contratto che insegnerà 18 ore, ciò di cui ha bisogno è la possibilità di diventare protagonista di ognuna di quelle ore. Ci vuole un sistema scolastico che premi chi crea scuola, chi sa innovare, chi fa diventare l’apprendimento un lavoro della persona.

La difesa ad oltranza del contratto, se è un attestarsi su posizioni corporative, rischia di essere un boomerang, mentre oggi bisogna sfondare ciò che ingabbia; è sempre più evidente che regge la sfida del tempo chi percepisce gli orizzonti nuovi che si aprono e che fanno vedere la realtà nelle sue diverse dimensioni. Il problema di oggi è questa apertura, che occorre tenere desta altrimenti ci si accontenterà di qualche vittoria sindacale, mentre ciò che in questi giorni è emerso in modo dirompente è l’esigenza di costruire insieme la scuola. A partire dalla questione dell’insegnamento e dalla domanda sul valore che ha dentro la società è iniziato un movimento che ha messo al centro dell’azione non le pur giuste rivendicazioni che ci sono, ma il desiderio che tutti hanno che la scuola torni ad essere quello da cui si è originata, un luogo dove sia educato il cuore dell’uomo, la sua domanda di verità e di bellezza. 

Così mentre chi ha scelto di battere la strada della rivendicazione è finito nei vicoli bui della rabbia e della protesta per la protesta, dentro la scuola c’è qualcosa di nuovo, il riformarsi di un popolo messo insieme dalla certezza che l’uomo è fatto per qualcosa di grande, e l’educazione si assume questo compito fino a creare opportunità sempre nuove. Il compito decisivo di questo tempo difficile è tenere viva questa apertura, di far crescere lo spunto ideale che la questione degli insegnanti ha riproposto, perchè una scuola vive solo se alimentata dall’ampiezza delle dimensioni della vita.

Tutti nella scuola dobbiamo scegliere se percorrere la strada delle nostre rivendicazioni di categoria o se lavorare per costruire qualcosa di nuovo, una scuola aperta alle dimensioni del mondo. È una scelta che ci vede impegnati tutti e da questa scelta dipende il futuro della scuola, se sarà una scuola chiusa dentro gli stretti confini delle regole o se sarà una scuola con un respiro ideale. Stiamo vivendo un tempo sempre più decisivo.



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