BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I sindacati, ultimo Muro che minaccia la "domanda" dei docenti

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Caro direttore, puntuale come sempre IlSussidiario.net ha dato a tutti l’informazione utile a capire che cosa stia accadendo nel mondo della scuola in questo baillame scatenato dal ministro Profumo.

Sorprende la posizione del mondo sindacale, testardamente convinto che sarà il contratto a risolvere il problema degli insegnanti. Una posizione, quella sindacale, che non si sa come giudicare, se ingenua e idealista oppure se strumentale e ideologica, comunque sottesa dall’idea che tutto debba passare dal sindacato. È l’idea che la contrattazione sia l’alveo in cui tutto deve accadere dentro la scuola, quello che si e’ affermata in questi anni; l’idea che sia il sindacato il riferimento di ogni iniziativa degna di questo nome, l’idea che il sindacato debba alla fine occuparsi di tutto, dalla carta igienica dei bagni degli insegnanti alle funzioni strumentali. Ma è moderno che sia il sindacato a decidere la positività o la negatività di ogni iniziativa? I leader sindacali ne sono convinti, pensano di poter salvare la scuola con la contrattazione!

È sorprendente che vi sia ancora una posizione simile. È sorprendente non perché il contratto di lavoro non serva, anzi!, ma perché non basta. I sindacati dovrebbero domandarsi come mai anni e anni di contrattazione hanno portato la professione insegnante ad essere continuamente bistrattata, con contratti sempre più svuotati dall’interno. Il contratto è da rinnovare e da firmare e deve essere il migliore possibile, ma per esserlo urge invertire la logica con cui è fatto. Finora la contrattazione è stata fatta in modo deduttivo, figlia di un’ideologia che stabilisce a tavolino diritti e doveri e li applica. È il principio che ha dominato la contrattazione dal ’68 ad oggi, e all’inizio è stato giusto fosse così perché si trattava di delineare le condizioni migliori di una professione qual è l’insegnamento. 

Poi però la contrattazione si è sclerotizzata, è andata a incancrenirsi perché si è spezzettata in tanti particolari e ha prodotto come conseguenza quella di soffocare la vita dentro la scuola. Oggi sarebbe assurdo tornare a logiche degli anni 70, bisogna cambiare impostazione. Urge una nuova logica sindacale che si pieghi alla realtà e che quindi obbedisca a quello di cui ha necessità l’insegnante di oggi per poter vivere la sua avventura. Non serve più una contrattazione che elenchi i principi della democrazia sindacale. L’insegnante di oggi vuole essere libero di inventare scuola, di tentare strade innovative di didattica, di contribuire in modo geniale alla crescita di ogni studente.



  PAG. SUCC. >