BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Alessandro e Guglielmo (classico): nonostante Darwin, i prof ci parlano ancora

Pubblicazione:

Statua di Cicerone (InfoPhoto)  Statua di Cicerone (InfoPhoto)

Nuove idee, nuovi valori, nuovi stili, nuovi strumenti vengono trovati dai ragazzi nel “mondo dell’oggi”: nelle canzoni dei loro cantanti di riferimento, che in un certo senso hanno ricevuto l’eredità dei poeti, nei films visti al cinema, nei tanti programmi televisivi, nei “romanzetti”, come alcuni difensori della letteratura classica li definiscono, letti quasi di nascosto, quando non occupati dalle tante letture imposte dai professori.

Non è comunque esatto dire che le nuove generazioni si stanno lasciando il passato alle spalle: riteniamo sia più corretto dire che i cambiamenti nella mentalità e negli stili di vita sono tanti e molto differenti gli stimoli culturali attuali, ma una parte dei giovani, di quello che è “passato”, di quello che è “storia”, di quello che è “cultura classica”, ne tiene conto eccome, attingendo la preziosa linfa che essa offre, elaborandone i concetti con criticità costruttiva. 

In un paradosso, forse un po’ esagerato, aggiungiamo che in ottica “darwiniana”, dal momento che ambiente e società cambiano, uomini e specie devono adattarsi ad ogni cambiamento, altrimenti la selezione naturale ne decreta la loro estinzione. Bisogna però aggiungere che una specie per adattarsi ai nuovi ambienti senza scomparire, deve anche avere dentro di sé una base solida su cui costruire il nuovo senza perdere del tutto la propria identità.

Consideriamo ora gli adulti che circondano tutti noi ragazzi: essi sono persone che spesso vivono in un mondo che è il loro, perseguendo per lo più i loro valori e il loro stile di vita. È proprio da questo mondo, sebbene a loro così vicino e famigliare, che noi ragazzi siamo molto distaccati e distanti e cerchiamo tutti qualcosa di nuovo e di diverso. Agli adulti però noi diciamo: “Non sono stati tagliati tutti i ponti, il dialogo è ancora possibile”. 

Infine, affermiamo convinti che i professori non sono del tutto fantasmi in classe. Vengono da noi ascoltati con interesse quando sanno, per esempio, ben presentare Cicerone, grande esponente della cultura umanistica, riuscendo a richiamare l’attenzione del sonnolento uditorio, anche con battute e aneddoti, proprio come consigliato dall’oratore nelle sue opere retoriche…  

Perché Cicerone e la sua lingua, ora considerati dai più “morti”, sono un tramite privilegiato per la formazione umana: i nostri “io” pensanti e parlanti nascono da loro, proprio come da loro nasce la nostra civiltà. Non dimentichiamolo mai e, se possibile, tutti.

Alessandro Paolo Carniti, Guglielmo Ronzani − Liceo classico Berchet, Milano



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.