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SCUOLA/ Occupazioni, quando il rito tradisce il desiderio

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Studentessa durante un'occupazione (InfoPhoto)  Studentessa durante un'occupazione (InfoPhoto)

4. I grandi dicono dicono, ma poi... Non c’è miglior modo per non essere autorevoli che minacciare sanzioni e poi non avere il coraggio di impartirle. Vi ricordate di come vi innervosiva il comportamento del vicino di ombrellone o di panchina ai giardinetti, che continuava a dire al figlioletto tutto il tempo: “Andrea non fare così, Andrea smettila, Andrea guarda che vengo lì” e poi non faceva niente per impedire ad Andrea di essere manesco e prepotente? Sotto sotto forse era anche compiaciuto del suo bulletto. Attenzione, il bullo è bullo, le occupazioni degli studenti neofascisti sono diverse da quelle degli studenti di sinistra? Trovo preoccupante che siano sempre più numerose le occupazioni che si svolgono nella versione più bulla della destra fascista.

5. È illegale, però... Anche evadere le tasse è illegale però lo fanno tutti, e poi sono così alte... Anche posteggiare il Suv in seconda fila è illegale però non posso mica andare coi mezzi pubblici... Anche assumere in nero è illegale, però con quello che mi costa il lavoratore, mi dovrebbe ringraziare lui che lo faccio lavorare... Anche girare in macchina col permesso disabili, anche se sono sano, è illegale, però non c’è niente di male... 

6. Dall’esperienza non si impara niente. E impegnarsi non serve a niente. Qualunque persona di buon senso o movimento politico serio impara dall’esperienza. Se in tutti questi anni le occupazioni non hanno portato a nessun vero risultato, forse sarebbe il caso di cambiare strumento. O no? Forse no, se

7. ...l’ azione politica non serve a costruire, a imparare a mediare fra diversi, a sperimentare forme nuove di convivenza, ma solo a sfogare sentimenti di rabbia e di frustrazione. Benché le scuole si sentano collegate le une alle altre nella loro protesta, le occupazioni sono autoreferenziali. La realtà resta fuori. I ragazzi neanche vedono i bidelli della mia scuola, lavoratori che si fanno anche tre, quattro ore di treno al giorno per lavorare, che alla fine di ogni occupazione devono lavare, sturare cessi, spazzare porcherie. Semplicemente non li vedono. Li ignorano: sono studenti, mica lavoratori.

8. Il tuo desiderio è illusorio. In realtà ciò che viene deformato è proprio il puro, bellissimo, vero desiderio di rinnovamento, l’ideale di impegno e di cambiamento per un mondo più giusto e più bello che ogni giovane sente, e che scuote sempre il nostro cupo egoismo di adulti.

Viene deformato e cristallizzato, privato di ogni sbocco reale. Incanalato in quello che gli adulti già prevedono, già sanno, già al fondo desiderano. In un mondo in cui tutto, comunicazione, problemi, sfide, tutto è cambiato, invece devono restare immutate le forme di una protesta ripetitiva e ormai un po’ ridicola. Addomesticata. Decaffeinata, come dice il filosofo Slavoj Zizek. Ritualizzata e resa perciò non pericolosa.



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