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SCUOLA/ Masi (Foe): paritarie e Imu, il gioco sporco del Regolamento

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Secondo il Consiglio di Stato, per potere usufruire delle esenzioni Imu la retta che le famiglie pagano può coprire solo una frazione del costo sostenuto dalla scuola. Inviterei i magistrati a fare i conti prendendo a riferimento il costo che la collettività sostiene per ogni alunno che frequenta la scuola statale. Ciascuno di questi ultimi costa allo Stato 7mila euro l’anno, e la retta che una famiglia paga alla paritaria copre quindi soltanto una frazione di questo costo. Nelle paritarie con le rette più elevate non si supera il 50 per cento della cifra pagata dalla collettività per un alunno di una scuola statale. In Italia non si può nemmeno detrarre dalle tasse la somma corrisposta dalla famiglia alla scuola paritaria, e quindi la stessa famiglia paga due volte il servizio scolastico con le imposte e con la retta.

 

Che cosa ne pensa del fatto che il Consiglio di Stato si appella alle norme Ue?

 

Solo in Italia accade che le famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie paghino due volte rispetto a tutti gli altri. Sarebbe quindi interessante che il riferimento che fa all’Europa il Consiglio di Stato fosse preso fino in fondo, in tutti gli aspetti, e come in tutti i Paesi europei alle famiglie fosse garantita la libertà di scelta attraverso un reale sistema di parità scolastica.

 

Che cosa accadrà ora alle paritarie e ai loro docenti?

 

Il rischio di questo ulteriore balzello per le scuole paritarie è molto elevato, in quanto già vivono una grave difficoltà economica e subiscono l’impoverimento delle famiglie italiane, avendo quindi a che fare con le loro sempre maggiori difficoltà. In particolare, le paritarie subiscono sempre di più la concorrenza sleale di uno Stato che fa le stesse cose a spese di tutti e che grava sull’unico concorrente esistente, rendendogli quasi impossibile la sopravvivenza.

 

Che cosa ne pensa in particolare dell’emendamento Rubinato (Pd)?

 

L’emendamento Rubinato ha precisato che le risorse per le paritarie erano già previste nel disegno di legge proposto dal governo. Ha sottolineato cioè che quelle risorse esulano dal patto di stabilità che vincola le spese delle Regioni. Quindi ben venga l’emendamento Rubinato, che è di aiuto, anche perché nella sostanza quest’anno abbiamo un ripristino dei fondi che per il 2012 conferma un taglio dell’8 per cento rispetto al dato standard. Dal 2002 a oggi le risorse sono calate in un mondo in cui tutti i costi sono cresciuti.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
29/11/2012 - I resoconti stenografici di Cerofolini (Franco Labella)

Come docente di Diritto sono sempre interessato a capire/scoprire andando a consultare le fonti. In questo caso indico il link utile: http://www.nascitacostituzione.it/02p1/02t2/033/index.htm?art033-028.htm&2 Mi piacerebbe conoscere su cosa basa Cerofolini il suo assunto sulla interpretazione che lui dà del "Senza oneri per lo Stato". Così che possa riportarlo ai miei studenti. Resto, perciò, in fiduciosa attesa. Mi auguro,però, di non dover attendere per l'eternità...

 
27/11/2012 - Bonus scuola unica speranza (Carlo Cerofolini)

Unico sistema per uscire da questa trappola Imu, limitatamente però solo alle scuole paritarie non statali, è che venga attribuito ad ogni famiglia un bonus scuola - pari all’75% del costo medio per lo Stato di ogni studente per quel tipo di scuola – che potrà essere speso dalle famiglie stesse liberamente nelle scuole paritarie che credono. Se tale bonus verrà speso nelle scuole statali, niente altro dovranno pagare, se invece sarà speso in quelle paritarie non statali, l’eventuale differenza sarà a carico delle famiglie stesse, se invece tale retta sarà inferiore, la differenza le scuole stesse lo gireranno allo stato. Così facendo non solo si darebbe libertà di scelta educativa alle famiglie, anche le meno abbienti, ma non si incorrerebbe neppure nell’interpretazione più restrittiva dell’art. 33 della Costituzione, dove si parla di “..senza oneri per lo Stato”, perché si finanzierebbero le famiglie a non le scuole. Inoltre va detto che l’interpretazione autentica di “…senza oneri per lo Stato” – come risulta dagli atti della Costituente - è che lo Stato non deve intervenire economicamente per la costruzione, l’arredamento, ecc. degli edifici di scuole non statali e nient’altro.