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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): semplifichiamo tutto, ecco come

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Una filosofia semplice, ma per ciò stesso anche difficile, come tutte le cose semplici. L’obiettivo è quello di promuovere l’informazione e il dibattito sul contenuto delle prove, per elevarne la qualità e farne capire a chi è interessato i meccanismi.

In occasione delle ultime prove Invalsi le contestazioni aperte sono state poche, d’altra parte i «simpatizzanti» non sono ancora molti. Avete registrato un’evoluzione nelle critiche?

Decisamente sì. Pur avendo a che fare in alcune casi con battaglie estremistiche che però non entrano nel merito delle prove, sono notevolmente aumentati i quesiti provenienti dalla scuola, soprattutto dai docenti, che vanno nello specifico di alcuni nodi fondamentali: la comprensione, gli aspetti argomentativi della matematica, il rapporto e il dialogo non sempre semplice tra trasmissione di conoscenze e acquisizione di competenze, il contributo delle prove e la loro funzione di ponte tra questi due aspetti.

Nella scuola aleggia ancora lo spettro della valutazione dei docenti legato alle prove.

Credo che per certi versi sia ineliminabile, andando di pari passo con l’idea di una valutazione in quanto tale. Torno a sottolineare però, e questo non può che rasserenare gli animi, che la discussione si sta spostando dal «prove sì, prove no» al «che cosa c’è» nelle prove. È un importante passo in avanti.

Avete in piano di fare qualcosa dedicato agli studenti?

Sì, con il nostro solito metodo: si comincia qualcosa in piccolo e, se funziona, lo si estende. Io stesso ho incontrato la consulta studentesca di Roma e provincia ed è stata una cosa positiva oltre ogni aspettativa, grazie anche alla collaborazione impagabile dell’Usr Lazio. Perfino le domande più critiche sono state proposte da allievi consapevoli di quanto dicevano, e questo è importante, perché nella scuola superiore un soggetto col quale dobbiamo dialogare non possono che essere gli stessi studenti.

In futuro?

Le famiglie sono il prossimo interlocutore con il quale vorremmo confrontarci in modo diretto.

 



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