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SCUOLE PARITARIE/ Toccafondi (Pdl): la scuola privata non esiste, sull'Imu Governo ambiguo

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C'è anche da parte di questo Governo una sorta di sottomissione all'Europa?

 
Personalmente mi verrebbe da dire che questa Europa ha un po' stufato: ci sono circa 100 infrazioni all'Italia, anche decennali. Tutta questa fretta sulle scuole cattoliche e il non profit è molto sospetta.

 

Ci spieghi meglio.

 

Da quando abbiamo votato in commissione ho sempre insistito su un punto: fateci vedere la sentenza definitiva dell'Europa che ci multerebbe e quanti  soldi chiedono. E ho chiesto anche: cosa abbiamo fatto in questi anni dalla denuncia del 2006 alla sentenza presunta definitiva di questi mesi? L'Italia  ha fatto valere o no le proprie ragioni sulla questione non profit? In Italia storicamente andiamo fieri di questa presenza e della sussidiarietà e quindi della valorizzazione e anche dell'aiuto economico a queste realtà mettendo in guardia l'Europa a fare altrettanto. Dovevamo essere noi credo a mettere l'Europa sotto denuncia. L'Europa è sempre pronta a bastonarci, ma perché non ci bastona sul fatto che in Italia non c'è la parità scolastica come invece c'è in tutta Europa? Perché la nostra parità è solo giuridica e non economica?

 

Cè anche un problema di strumentalizzazione della comunicazione: si parla sempre di scuole private, ma in realtà c'è una legge del 2000 che parla di scuole paritarie. 

 

C'è gente in Italia che è campione di slogan e sa solo parlare di scuola privata che invece in Italia non esiste. C'è la scuola paritaria statale e non statale e tutte e due sono pubbliche. E meno male che questa legge al proposito, la numero 62 del 2000, l'ha firmata un certo Luigi Berlinguer. E allora non ci prendiamo in giro: la scuola è tutta pubblica. Solo da noi nel 2012 bisogna spiegare queste cose perché la parità scolastica è una realtà in quasi tutto il mondo. Rimaniamo solo noi e la Corea del Nord e forse lì hanno qualche possibilità in più di noi.



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COMMENTI
03/12/2012 - Cerofolini lascia o raddoppia? (Franco Labella)

Cerofolini raddoppia. Non ho tempo ma l'avessi mi divertirei anch'io a trovare monconi di frasi. Aspetto sempre che Cerofolini spieghi, resoconti alla mano, la sua personale idea dei lavori alla Costituente relativi all'art. 33. Anche le sue citazioni ultime sono, mi scuso, abbastanza superflue. Basta leggere l'art. 33 per sapere che le scuole private rientrano nell'alveo delle possibilità sancite dalla Costituzione senza bisogno di scomodare Gramsci e compagni. Sono i Cerofolini di turno che giustificano la mia idea di battersi perché nelle scuole si ritorni a studiare la Costituzione. E, visti i tempi e le giravolte, magari mi ritroverò Maria Stella Gelmini a combattere per questa battaglia. Perché se la Gelmini non avesse eliminato lo studio del Diritto nelle scuole e non avesse fatto la retromarcia sulla materia che non c'è "Cittadinanza e Costituzione" non avremmo bisogno della precisazione del Presidente Napolitano circa l'incandidabilità di Monti. Sarebbe bastata la lettura dell'art. 65 della Costituzione. O che non è mai esistito il Governo del Premier. Si studiasse il Diritto a scuola ci saremmo anche evitato i Cerofolini di turno. Che c'azzecca? Se avrò modo lo spiegherò in futuro. Dopo che Cerofolini,però, m'avrà convinto che è meglio leggere le sue note che andare alle fonti.

 
30/11/2012 - Colpa del proto o di Toccafondi? (Franco Labella)

Toccafondi invoca precisione terminologica e rigore di accesso alle fonti anche comunitarie. Scivola, però, su una significativa buccia di banana in coda all'intervista. In cauda venenum... Afferma infatti "C'è gente in Italia che è campione di slogan e sa solo parlare di scuola privata che invece in Italia non esiste. C'è la scuola paritaria statale e non statale e tutte e due sono pubbliche". La scuola "paritaria statale" è una contraddizione in termini e pare strano che uno che invoca rigore caschi in questo modo. Anche l'altra affermazione (la scuola privata non esiste) è palesemente sbagliata perché non tutte le scuole private sono paritarie. L'unica affermazione corretta è che scuola statale e scuola paritaria fanno parte del sistema di istruzione pubblico. Quando c'era il piombo nelle redazioni dei giornali c'era anche il proto. Ed al povero proto si attribuivano tutti gli errori anche i più marchiani. Ora il proto non c'è più e Toccafondi, ad usare il suo stesso criterio, è campione di slogan. Sempre a proposito di una discussione pacata ma senza fraintendimenti o legg. metropolitane, sarei in attesa di una risposta di un lettore commentatore (Cerofolini, intervista a Masi) che parlava di interpretazione autentica del "senza oneri per lo Stato". Non vorrei sconvolgere Cerofolini ma gli devo dare una notizia ferale: l'Assemblea Costituente, come org. straordinario, non esiste più. Un po' difficile, perciò, una interpretazione autentica.

 
30/11/2012 - Tre affermazioni su cui riflettere (Carlo Cerofolini)

Visto che in Italia abbiamo una scuola circa al 98% statale - che di solito offre il solito piatto standard, di norma pure di non adeguata qualità e quantità - per mettere i puntini sulle i forse sarebbe il caso di far conoscere ai cittadini queste tre affermazioni: 1) “Una scuola unica e di stato è un pericolo per la democrazia” (Gramsci); 2) “Una scuola statale non è un progresso rispetto a quella privata e che niente è più ingiusto che fare parti eguali fra diseguali” (Don Milani); 3) “…..si sarebbe andati sempre più verso una scuola unica e di stato” (1942 dixit Bottai, Ministro dell’educazione fascista).