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SCUOLA/ In Italia avremmo bisogno di Obama o Romney, fa lo stesso…

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Certo, qualcuno potrà obiettare che si tratta solo di slogan e poco altro, e forse è proprio così. Ma sinceramente faccio davvero fatica a immaginarmi un politico italiano, di qualunque schieramento, che incentri un suo intervento pubblico sull’importanza della scuola e dei nostri insegnanti. Semplicemente questo non è a tema nel dibattito pubblico: magari qualche volta è accaduto, ma sono ancora casi sporadici, subito sommersi da un vociare indistinto… (da segnalare, in controtendenza, il discorso di Matteo Renzi al Teatro Dal Verme di Milano conclusosi con un coraggioso ed accorato rilancio della professione dell’insegnante e dell’importanza della scuola).

Nella lunga marcia alla Presidenza degli Stati Uniti il tema della scuola e dell’educazione è ben presente anche nei programmi elettorali di entrambi i candidati, così come non mancano spot televisivi con accuse reciproche (e senza troppi complimenti…) di voler ridurre le risorse economiche da destinare al settore istruzione (si vede che i tagli lineari del professor Giulio Tremonti non sono ancora arrivati negli States…).

Scuola, insegnanti, allievi. Education. Accanto alla politica estera, alle ricette per superare la crisi economica, un grande Paese come l’America sembra essere consapevole che il futuro di una nazione comincia dall’educazione delle nuove generazioni e dall’investimento in capitale umano. Come recita quel famoso aforisma di Confucio: Se vuoi investire per un anno pianta riso. Se per 10 anni, alberi da frutto. Se vuoi investire per un secolo educa dei bambini. Negli Usa sembrano averlo capito. In Italia troppe cose sembrano più importanti e più urgenti, ma nascondersi dietro le continue (e spesso reali) emergenze non basta più. Negli ultimi anni la nostra classe politica si è troppe volte contraddistinta per un’assenza di progettualità, di ideali e di idee su questi temi fondamentali: all’affanosa ricerca di contenitori nuovi ha fatto seguito un disinteresse per i contenuti da mettere in gioco.

Per questi motivi, la campagna elettorale che è alle porte potrebbe essere l’occasione per rimettere al centro i contenuti, a partire dalla questione educativa, superando steccati ideologici fuori dal tempo (non siamo ormai nella terza Repubblica?) e favorendo un’ampio dibattito e una libera discussione a tutti i livelli. Tanti sono i nodi da affrontare: dal reclutamento dei docenti alla libertà di educazione, dal diritto allo studio alla valorizzazione della professione docente fino al rilancio e al sostegno della formazione professionale e degli istituti tecnici. Se c’è qualcuno cui interessa raccogliere la sfida, batta un colpo.

 

Twitter: @Francesco_Magni



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COMMENTI
06/11/2012 - ottima provocazione (Anna Di Gennaro)

Resta il fatto che l'home-schooling è nato negli USA e si è diffuso anche qui, ma questa è un'altra storia...