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SCUOLA/ Scrima (Cisl): la crisi dei docenti è colpa della politica

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Non è rincorrendo la suggestione di separate aree contrattuali che si può riscattare la docenza dalla mortificazione cui la condannerebbe, a suo dire, un nostro presunto arroccamento su una concezione impiegatizia del ruolo e della funzione. La questione vera e decisiva resta quella del livello di considerazione in cui il Paese, e la politica che lo governa, intendono tenere l’istruzione e la formazione: considerandoli leva fondamentale di promozione della crescita e dello sviluppo, o servizio da rendere al minor costo possibile, incuranti della qualità che oggi viene assicurata solo dalla dedizione con cui, nonostante tutto, ogni giorno centinaia di migliaia di docenti affrontano e svolgono il loro lavoro.

A questi lavoratori, il cui disagio è evidente e ampiamente motivato, noi non stiamo offrendo, con la mobilitazione e lo sciopero del 24 novembre, solo un’occasione di sfogo. Non ne avrebbero bisogno, esistono oltretutto, oggi, mille modi diversi, più economici e più efficaci per renderlo visibile e percepibile all’esterno. Al disagio della gente di scuola noi cerchiamo di dare, con la nostra azione, un senso e uno sbocco, a partire dalla individuazione di obiettivi precisi e chiari su cui li chiamiamo a mobilitarsi. Non ci appartiene la pratica dello sciopero rituale, inflazionato, a scopo prevalentemente autopromozionale cui troppe volte altri soggetti ricorrono; forse anche per questo le ragioni della protesta stanno trovando, oggi, più ascolto e attenzione del solito. 

 

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COMMENTI
07/11/2012 - Indagine Lodolo D'Oria. Chi ne tutela la salute?! (Anna Di Gennaro)

"Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano". Abstract: "Quali sono le “patologie professionali” degli insegnanti? Si tratta unicamente delle “disfonie” causate dalle laringiti croniche riconosciute anche nelle cause di servizio? Oppure vi sono forse altre malattie, magari più frequenti ma sconosciute? Questo è l’interrogativo cui ha cercato di rispondere il presente studio – svolto con la collaborazione del Conbs – che ha esaminato le diagnosi formulate dai Collegi Medici per determinare l’inidoneità all’insegnamento per motivi di salute. Lo studio dimostra che l’inidoneità degli insegnanti è causata da patologie psichiatriche in oltre il 60% dei casi (il 70% delle quali appartengono all’area ansioso-depressiva), mentre le “disfonie” sono appena il 13% (5 volte di meno). Ne consegue che debbono essere ritenute patologie professionali dei docenti anche e soprattutto le patologie psichiatriche, per poi muoversi di conseguenza con piani di prevenzione e cura nel rispetto del dettato normativo sulla tutela della salute dei lavoratori (art.28 D.L. 81/08). Il problema, comune ad altre nazioni dove viene però affrontato con risolutezza, vede un Governo italiano distratto, che non attua studi epidemiologici su base nazionale, non valuta la salute della categoria professionale prima di licenziare le riforme previdenziali, ma al contrario penalizza i docenti (l’82% di questi sono donne) che si ammalano (decreto Brunetta, abolizione della causa di servizio, spending review)".

 
07/11/2012 - Non c'è la crisi dei docenti, non sono valorizzati (Gianni MEREGHETTI)

La crisi dei docenti non c'è! Il mondo degli insegnanti è un mondo ricco di dedizione e di genialità e questo è dovuto all'impeto ideale che ancora lo attraversa, almeno nei più. E non lo è perché per preparare un'ora di lezione ce ne vogliono due di lavoro sommerso, ma perché dentro quell'ora un insegnante vibra di passione per il destino di chi ha davanti. Questa è la ricchezza del mondo dei docenti, capace di portare sulle spalle una scuola che invece li umilia, li svilisce, non dà loro quello che meritano. Che il sindacato sia innocente rispetto a questa esigua valorizzazione degli insegnanti mi pare che sostenerlo sia chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Il sindacato ha le sue responsabilità come la politica e oggi un sindacato che non capisce l'urgenza di trovare nuove strade per valorizzare la professionalità docente è un sindacato che diventa corresponsabile del disastro che sta combinando la politica. Non portateci a scioperi inutili, scioperi che sono fatti per garantire lo statalismo, che in cambio di un piatto di lenticchie ci portano a sostenere un sistema che ci vuole sempre più impiegati!