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SCUOLA/ Una prof: cari sindacati e caro sussidiario, di che cosa parlate?

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Racconto solo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, perché è quello che mi ha portato a scrivere questa lettera. Ieri in classe (io insegno a giovani adulti) stavo spiegando il film Il sole dentro proposto a noi docenti dall’Usr Lombardia. È una terza di un professionale alberghiero, sulla carta. Stavo parlando del tema del “viaggio” e dico: almeno questo lo avrete trattato nel biennio? Gli alunni mi guardano  e dicono: no. Poi noto che il più bravo sghignazza col suo compagno di banco e chiedo perché. E mi dice: prof, l’anno scorso abbiamo fatto un tema sul viaggio ma lo abbiamo fatto, volutamente male, per vedere cosa avrebbe fatto il professore. Ed io: male dal punto di vista contenutistico o formale? E lui: entrambi... Ed io: e il docente come ha valutato questi temi? E lui: gli sono piaciuti! A voi l’ardua sentenza.

Maria Rizzuto

 



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COMMENTI
09/11/2012 - dove viviamo? (loredana colombo)

La differenza è che le 24 ore quest'anno vogliono farcele fare gratis. Scendi dalla nuvola...

RISPOSTA:

Io osservo dalla mia nuvola, ma ho i piedi saldamente radicati a terra, sono figlia di una maestra e un dsga, battezzata da una preside, quasi tutti quelli della mia famiglia lavorano nel mondo della scuola...non mi provocate, please...potrei raccontare cose inenarrabili! Le 24 ore si possono fare o no? Se sì è giusto che siano retribuite, ma allora non diciamo che non si possono fare e non organizziamo flash mob, scioperi e assemblee per far vedere al mondo intero quanto lavoriamo e, soprattutto, non strumentalizziamo gli studenti! MR

 
09/11/2012 - E' TEMPO DI COSTRUIRE! (Gianni MEREGHETTI)

E' tempo di costruire, questo è quello che mi affascina oggi, questo desiderio che avverto in me e in tante persone di una svolta positiva. Sono veramente stanco sia del bofonchiare dell'istituzione sia di aggiungere lamento a lamento e più ci si lamenta più ci si convince di aver ragione. E ragione la si ha, ma che cosa ne viene? Nulla, solo la certezza di aver ragione e con la propria ragione in mano si gira a vuoto da un'ora ad un'altra. Anche questa stagione della protesta è disperata, è un agitarsi vano, non c'è altro da fare oggi se non rimboccarsi le maniche e costruire, trovare un punto di incontro con studenti e genitori e buttarsi a costruire. E' questa l'urgenza dell'oggi, che chi vuol costruire lo faccia, è da chi costruisce che si apre una speranza di novità per tutti.