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SCUOLA/ Il concorso dei quiz comincia in deficit

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Dopo 13 anni il concorso è cominciato coi quiz. Gerry Scotti (InfoPhoto)  Dopo 13 anni il concorso è cominciato coi quiz. Gerry Scotti (InfoPhoto)

Scrivo quando ormai più di 2mila scuole statali in Italia hanno terminato le due giornate di lavoro per svolgere la prova preselettiva del concorso docenti.

Dodici ore al giorno, per due giornate, con l’impegno di oltre 12mila tra dirigenti scolastici, docenti e personale non docente (oltre al personale degli uffici periferici dell’amministrazione), per predisporre i laboratori informatici dove si è svolta la prova, per seguire le prove, preparare e concludere tutti gli adempimenti tecnici e burocratici.

Al di là di un certo trionfalismo del “tutto va bene” dei comunicati ministeriali, quanto è accaduto nelle scuole è cosa un po’ diversa.

1.  Certo,  si deve valutare positivamente l’importanza di un concorso per docenti dopo 13 anni di latitanza dello Stato, con tutte le conseguenze quantitative e procedurali che questo ha comportato.  Ma detto questo, il positivo finisce qui. E non certo per propensione alla polemica.

2. È troppo difficile accettare ragionevolmente come utili ed adeguati sia il sistema adottato di selezione che le procedure richieste alle scuole. Sul primo non è il caso di tornarci troppo, visto che autorevoli voci hanno ricordato un principio elementare: questi test di logica non selezioneranno i docenti più adeguati ad insegnare, non rileveranno le competenze necessarie ad una professione fondamentalmente culturale e relazionale. Da oggi chi è fuori è fuori. Quanti ottimi insegnanti in servizio non hanno ottenuto i 35 punti richiesti!  

3. Su questa grave lacuna l’unica via d’uscita dovrà essere quella della maggior parte delle nazioni europee: tirocinio, prova in servizio e conoscenza diretta del futuro docente. Chi può seriamente dire (senza cadere nella barzelletta) che le doti necessarie per insegnare derivano dal sapere a memoria le risposte a dei quiz?

Come già accaduto con il concorso a dirigente scolastico, contenuto e forma della selezione documentano, alla fin fine, una svalutazione (e quindi un dispregio) per quello che un giovane deve sapere e saper fare per essere un buon insegnante, professione ormai tra le più svalutate in Italia.

Ho dato, da funzionario pubblico, la disponibilità mia e di tutto il personale dell’istituto allo svolgimento delle prove perché lo ritenevo un dovere. Tutti hanno dato il massimo. Ma mi rifiuto, con un’esperienza di 22 anni di direzione alle spalle, di consentire a questa china completamente sbagliata per il futuro della professione docente e delle nostre scuole.

4. Mentre nei comunicati e nelle Note da settimane si parla di aule, postazioni, chiavette e quant’altro, solo ieri sera il comunicato del ministro si è ricordato dell’enorme lavoro svolto dalle persone. Quasi tutte utilizzate per fare vigilanza. Quando mai si è sentito che gli avvocati vengono usati come vigilantes alle prove nazionali per l’accesso alla professione forense?  Il Ministero si era dimenticato che “la mole e i numeri di questa complessa procedura di reclutamento” sono stati affrontati solo attraverso la “mole” di volontariato attuato da chi ha dato la propria disponibilità.



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COMMENTI
20/12/2012 - Per V. Pascuzzi (Maria Rizzuto)

Ho parlato di persone che conosco, di docenti che hanno partecipato al concorso. Di quali link parla?

 
19/12/2012 - Prova inutile, dannosa e molto costosa (Vincenzo Pascuzzi)

Apprezzo la testimonianza e le considerazioni di R.P. Il ministro Profumo invece si compiace e gongola, almeno nelle dichiarazioni ufficiali. Addirittura ha sparato: “Con i test misuriamo la capacità di pensare”. Se fosse vero, meriterebbe più di un premio Nobel. Molti altri criticano la preselezione effettuata mediante quiz bizzarri e di quel tipo, giudicandola non efficace né coerente con i fini dichiarati. Poi c’è l’aspetto dei costi enormi dell’intera procedura concorsuale, per i quali l’articolo fornisce utili indicazioni. Appare risibile e solo formale il preventivo di un un milione anticipato dal Miur senza dettagliare le varie voci in modo da poterle controllare. Invece già qualcuno ha indicato la cifra di 120 milioni! Una valutazione sia pure orientativa andrà fatta. Bisognerà considerare i costi diretti, indiretti, indotti, assieme ai costi delle attività sospese, bloccate, disperse, non effettuate. Vanno considerati anche i costi sostenuti dai concorrenti per la preparazione individuale e i costi delle cause legali conseguenti. Nel complesso un vero salasso debilitante nell’organismo nazionale già provato e in sofferenza. P.S. Per Maria Rizzuto e "tutte le persone che ne hanno parlato in modo positivo": cortesemente argomentate le affermazioni magari indicando i relativi link.

 
19/12/2012 - Test (Diego Perna)

Secondo me, che degli aspiranti docenti, possano essere selezionati in base a dei test minimamente logici, come ho avuto modo di vedere sul sito del miur, dove era possibile esercitarsi per tutti quelli che vi accedevano, visto che non c'era bisogno di nessuna registrazione, non è per niente sbagliato. Un docente deve saper risolvere una equazione da prima liceo, e anche sapere come spedire una mail, cosa che sa fare anche un ragazzino di 12 anni. Per quanto riguarda il fatto che la scuola e la ricerca in Italia non siano adeguatamente considerate per l'importanza che hanno sulla vita del paese, presente e futura è di dominio pubblico, lo sanno anche i novantenni accompagnati dai genitori. Buona Giornata e Buona Fortuna

 
19/12/2012 - Mondi paralleli (Maria Rizzuto)

Io e il Ds Pellegatta probabilmente viviamo in due mondi paralleli. Tutte le persone che conosco e che hanno affrontato questo concorso ne hanno parlato in modo positivo. Conclusione: il benaltrismo è ormai roba da "vecchi"! :-)