BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ Non funziona? E' colpa del Porcellum...

Pubblicazione:

Mariastella Gelmini, ex ministro dell'Istruzione (InfoPhoto)  Mariastella Gelmini, ex ministro dell'Istruzione (InfoPhoto)

Sbaglia chi immagina che la crisi di sistema in cui versa l’Italia non rappresenti l’emergenza più acuta di una crisi radicata e generalizzata, che attanaglia l’intero Paese e che si riproduce al proprio interno, non escludendo nemmeno l’università.

1. Il sistema rappresentativo vigente, meglio conosciuto come «Porcellum», impedisce al corpo elettorale di scegliere i componenti degli organi collegiali e riserva la relativa selezione esclusivamente ai vertici politici (le segreterie dei partiti), così legittimando criteri di scelta arbitrari e non trasparenti. Il tutto, con il conseguente duplice effetto: per un verso, quello di vincolare fiduciariamente tali componenti ai vertici di comando, posto che la nomina dei primi risulta subordinata alla cieca e remissiva adesione ai dettami dei secondi; per altro verso, quella di precludere ogni forma di controllo politico proveniente dal basso, posto che in assenza di una scelta elettorale alcun tipo di vincolo lega i nominati al relativo elettorato.

2. Una volta che le istituzioni restano preda di vertici politici incontrollati e incontrollabili, egualmente senza controllo divengono le relative azioni. Le istituzioni si tramutano in strumenti operativi di vertici potenzialmente famelici e insaziabili. Il tutto, con il conseguente duplice effetto: per un verso, quello di alimentare i personalismi, i familismi e tutte quelle commistioni d’interesse pubblico e privato che determinano la mala amministrazione; per altro verso, quello di eccitare il populismo e la demagogia. Mancando di copertura democratica, tali vertici cercano un titolo di legittimazione non più nelle regole eguali per tutti, bensì in fattori eccezionali, incontestabili, mitologici. L’appello al popolo, alla piazza, alla “gente”, diviene il modo per scavalcare gli ordinari strumenti di garanzia (la legge, le sentenze, ecc.) e per giustificare le proprie illegittime pretese.

3. La dinamica rappresentata attanaglia pure l’università, presentando i medesimi fattori causali e le medesime ragioni di criticità e d’inevitabile (e irreversibile?) declino. Anche l’università è regolata da un sistema solo apparentemente rappresentativo, posto che il «Porcellum» è sostanzialmente pari al «Germinellum». 

La riforma Gelmini ha disciplinato la composizione del Consiglio di amministrazione universitario aprendo la via a una pericolosa involuzione verticistica e autoritaria. Essa ha previsto che la nomina dei consiglieri avvenga sulla base di una mera “designazione o scelta” (art. 2, comma 1, lett. i), l. n. 240/2010). 

In fase di prima applicazione, la normativa è stata intesa dalle singole sedi universitarie nel senso che i candidati devono essere nominati non già all’esito di una consultazione elettorale, bensì in via di cooptazione (direttamente dal Rettore, oppure dal Senato accademico a seguito di una preselezione da parte del medesimo Rettore); ciò ha dato luogo a un sistema suscettibile di pericolosi abusi e opacità, posto che, come nel caso del «Porcellum», una volta affrancati da un vincolo elettorale e da una conseguente responsabilità politica, i consiglieri-nominati divengono irresponsabili verso la comunità di riferimento e sostanzialmente obbedienti all’artefice della relativa nomina.



  PAG. SUCC. >