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SCUOLA/ Imu e paritarie, ecco quello che non si vuol capire

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Sarebbe certamente più equa l’Imu attuale se lo Stato (che pretende comunque la propria quota anche se è una Onlus a gestire l’attività non commerciale) coprisse la gran parte dei costi effettivi del servizio (e allora davvero le rette potrebbero essere simboliche): ma questo avviene nel resto d’Europa, non certo in Italia! A me non risulta che le scuole statali paghino l’Imu... 

Questo Regolamento è stato fatto per sanare una non ben precisata o potenziale infrazione Ue, la realtà è che viene disconosciuto il ruolo − di fatto − sussidiario delle scuole paritarie italiane. Si continua (forse volutamente) a non affrontare adeguatamente la definizione di  attività non commerciale svolta da enti non profit rinunciando a capire, per farlo seriamente, che la realtà è più complessa e variegata di quanto appare (ad esempio l’espressione “senza scopo di lucro” non significa chiudere il bilancio in perdita!). È condivisibile perciò la preoccupazione di gestori e ordini religiosi per una norma a dir poco iniqua nei confronti di chi consente o svolge direttamente un vero servizio pubblico ma è costretto a chiedere alle famiglie un doppio sforzo nel pagare le imposte allo Stato oltre alle rette scolastiche. O quando alcuni lamentano una quanto mai strana attenzione di alcuni Comuni nei confronti delle famiglie paganti considerate ormai potenziali evasori. (cfr. il Redditometro). Sarebbe auspicabile allora quello che recentemente Bernhard Scholz ha dichiarato: “Va perciò chiarita al più presto la situazione delle scuole paritarie, che vengono penalizzate non innanzitutto da una normativa europea, ma da un mancato riconoscimento del valore della loro attività da parte dello Stato”. 

Di questo loro valore i nostri coraggiosi protagonisti sono ben consapevoli e faranno di tutto per non ritirarsi dall’avventura più interessante che vale la pena di essere intrapresa: quella educativa. Quindi, nonostante l’Imu, buon Natale a tutte le scuole.

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COMMENTI
24/12/2012 - Insisto e rilancio I danni di Monti e i cattolici (Carlo Cerofolini)

Insisto e rilancio: quello che più fa meraviglia è il perché – nonostante anche tutto quanto sopra evidenziato – in molti fra i cattolici e pure fra le gerarchie cattoliche, a suo tempo abbiano più o meno esplicitamente favorito la nascita del governo Monti e poi appoggiato la sua azione che ha solo portato a un aumento del debito pubblico, della recessione, della disoccupazione, della povertà, distrutto la speranza di un futuro migliore e altre negatività varie, contravvenendo con questo anche ai principi della dottrina sociale della Chiesa. Ma non è finita qui perché sempre il mondo cattolico tifa proprio per un Monti bis e con la sua agenda pro Ue, che – oltre tutto - quasi sicuramente dovrà venire a patti con la sinistra che ha nel suo programma proprio la negazione di quelli che per la Chiesa Cattolica sono i principi irrinunciabili, a cominciare dai matrimoni omosessuali. Errare è umano, non perseverare nell'errore! Buon S. Natale.