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SCUOLA/ Monti si "pente" sui prof ma l'Agenda è promossa solo a metà

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Mario Monti (InfoPhoto)  Mario Monti (InfoPhoto)

Purché per responsabilità (temine veramente decisivo) s’intenda la possibilità dei docenti di assumersi dei compiti riconosciuti nei confronti dei loro alunni e del loro ambiente, che derivano dalla cura che hanno della loro professione, che non per tutti si esaurisce al termine delle ore canoniche di servizio. Ma per questi ultimi, che evidentemente sono un soggetto al quale è consono coniugare vocazione alla comunicazione di un significato positivo attraverso ciò che insegnano e professionalità, intesa come emergenza pubblica e sociale della dignità del loro lavoro, sinceramente, l’incentivazione mediante il premio economico è troppo poco e a questo punto fuorviante. Non tanto perché il merito non debba essere affermato, ma perché la forma incentivante resta prigioniera di un appiattimento della figura docente sul modello impiegatizio che è tanto caro ad una certa cultura sindacale, che pure ha dimostrato di recente di essere molto frammentata a questo riguardo. 

Insomma, per farla breve, perché, cara Agenda, non osare di più? Perché, dopo avere accennato ad un cambio di passo, non introdurre il tema della valorizzazione della professione docente attraverso una stabilizzazione giuridica autonoma e davvero corrispondente alla responsabilità che tanti insegnanti sono di fatto in grado di testimoniare nelle loro situazioni? 

Eppure una certa idea di liberalizzazione della professione docente non è estranea ai programmi con i quali i ministri dell’Istruzione degli ultimi governi (espressione del centrosinistra, del centrodestra o della tecnocrazia riformista) si sono succeduti. Basta pensare al “Libro Bianco” di Fioroni; al piano programmatico della Gelmini allora condiviso anche dall’opposizione; all’atto di indirizzo di Profumo (valorizzazione del merito di docenti, dirigenti scolastici e istituzioni scolastiche). Non è estranea, ma lontana se non si rapporta alla scuola reale, a quella che si costruisce ogni giorno e che produce cultura insieme agli alunni, senza baloccarsi in utopiche ipotesi di spazi aperti (scuola come centro civico) dove gli insegnanti erogano servizi senza né formare né educare. 

Dunque l’Agenda Monti è interessante per quella apertura sulla scuola intesa come perno del Paese, insieme all’università. Ancora una volta deludente sul metodo, perché anziché porsi in discontinuità rispetto ad un certa ipoteca sindacale che concede al più qualche beneficio economico a fronte di una maggiore attivazione didattica, ripropone una minestra riscaldata. 

Naturalmente i giochi sono aperti, forse anche l’Agenda, e si vedrà se chi è disponibile a farla propria avrà più coraggio e disponibilità a sfidare la visione assistenzialistica (peraltro molto diffusa anche tra gli insegnanti, non si può negarlo) che chiede poco per concedere scarsa credibilità professionale. 

E mentre attendiamo che i motori si scaldino, seguiamo con una certa preoccupazione gli sviluppi delle operazioni in cantiere: il Tfa abilitante, il concorso a cattedre, il nuovo reclutamento dei docenti (in questo momento solo allo stato di bozza forse fatalmente arenato).  

 



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COMMENTI
27/12/2012 - Molto generoso (Giorgio Israel)

Fin troppo generoso. L'agenda parla anche della valutazione e qui ci si dovrebbe dire se si intende continuare con le efferatezze dell'Anvur, con le sue assurde mediane e bibliometrie con cui sta facendo a pezzi quel che resta dell'università italiana. Se s'intende proseguire con la pazzesca spending review che ha condotto alla chiusura una ventina di università. Ci si dovrebbe dire se s'intende proseguire con la politica dei test demenziali, come s'intende indirizzare l'Invalsi. Insomma, vorremmo sapere se siamo destinati a continuare sulla linea della tecnocrazia testomanica, del prepotere della dirigenza ministeriale che spende in "pillole del sapere" e in LIM mentre si taglia tutto il resto. Non c'è un minimo di afflato culturale in questa agenda. Del resto, perché stupirsi? Le cronache informano che nel 2012 sono stati uccisi centomila cristiani, in Siria si svolge un pogrom al giorno, l'islamismo dilaga e la minaccia iraniana nucleare è sempre più incombente (in particolare su Israele mentre l'antisemitismo in Europa cresce ogni giorno). Non una parola di questo nell'agenda, bensì soltanto spending review ed economia. Che cosa possiamo attenderci da una simile visione burocratica? Per costoro i valori spirituali, culturali, morali non esistono e l'educazione è soltanto valore aggiunto del capitale umano.

 
27/12/2012 - Quando si entra nel dettaglio... (Sergio Palazzi)

Quando si entra nei dettagli, più o meno tutte le proposte interessanti che ho sentito negli ultimi decenni si sgonfiano. È chiaro a tutti che la riforma della didattica (presa a se stante, come è stato) avrebbe potuto aspettare senza enormi problemi, senza la vera riforma, che nessuno e tanto meno Gelmini hanno provato a fare, cioè proprio quella della struttura. Cominciando dall'autonomia amministrativa, passando per l'eliminazione delle graduatorie degli aventi "diritto" (da sostituire con un semplice elenco degli abilitati). Arrivando a meccanismi di valutazione che abbiano effetti concreti sulla struttura retributiva: ma che tengano conto di come, in altre parti del mondo ed in quello anglosassone in particolare, i criteri sono stati ripensati e corretti molte volte (forse perché popperianamente ci si accontenta di "riforme a spizzico" e non si ha la presunzione di saper fare la Grande ed Eterna Riforma Perfetta). E senza l'abolizione del valore legale del titolo di studio, e perlomeno dell'obbligatorietà dell'esame finale, la scuola del merito non prevarrà mai su quella del pezzo di carta. Continuando a svantaggiare i famosi capaci e meritevoli, specie se privi di mezzi. Un'osservazione: speriamo resti incagliato il DM che dovrebbe riarrangiare le cattedre e che di fatto impedirà a gran parte degli studenti di avere un insegnante di chimica che abbia una approfondita preparazione universitaria... in chimica. Contro cui ogni protesta ufficiale è rimaste lettera morta.