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SCUOLA/ Concorso, basteranno tre ore al giorno per superare il quizzone?

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Negli scorsi giorni il Miur ha pubblicato il calendario (con l’elenco dei candidati suddivisi per sedi e orari) delle prove preselettive per il concorsone che si svolgeranno nei giorni del 17 e 18 dicembre.

Dalla serata di martedì 27 novembre gli iscritti al concorso possono esercitarsi attraverso un simulatore e prendere così visione dell’archivio da cui saranno estratti i quesiti del quiz (70 blocchi da 50 quesiti ciascuno). Il software riproduce le stesse modalità di funzionamento che saranno utilizzate in sede d’esame.

Coloro quindi che aspirano a una cattedra hanno a disposizione “ben” 19 giorni prima di cimentarsi con il quizzettone preselettivo. Francesca Milano sul Sole 24 Ore del 28 novembre ha stimato che, «per essere sicuri di aver già risposto alle domande che saranno sorteggiate durante la prova, gli aspiranti docenti dovranno esercitarsi per tre ore al giorno, tutti i giorni».

Come se non bastasse, in un primo momento si sono levate molte critiche e proteste perché il simulatore, oltre ad alcuni problemi tecnici (tra cui l’impossibilità di utilizzarlo su Ipad), non forniva al candidato le soluzioni delle risposte date. Il Miur è allora corso ai ripari correggendo questa mancanza e permettendo così agli aspiranti docenti di controllare se le proprie risposte erano sbagliate o corrette.

Al di là quindi dei problemi tecnici e della mastodontica operazione organizzativa (per farsene un’idea basta guardare il dettagliatissimo e altrettanto complicato elenco che assegna a ogni candidato sede e ora per lo svolgimento del test), l’aspetto sul quale sorgono maggiori dubbi è proprio quello concernente il contenuto dei quesiti.

Sul tema mi ha scritto in questi giorni un aspirante docente alle prese con le fatidiche domande del quizzettone: ecco ampi stralci della sua lettera. «Il primo impatto, soprattutto per me che sono un umanista, è stato di grande spaesamento: le prime 18 domande, infatti, che dovrebbero testare le capacità logiche, possono sembrare ridicole. Ci si trova di fronte a richieste volte a riconoscere serie di lettere o numeri, che ricordano più una visita medica oculistica. Sono, insomma, quesiti per nulla familiari con la nostra storia. Tutta la prima parte del test è una sorta di psicometria, forse con lo scopo di riconoscere la “normalità” della psiche del candidato, basato sulla capacità di riconoscere serie logiche in un limitato periodo di tempo. Sono tipi di test che si usano, per esempio, in ambito militare, particolarmente in voga negli States. Ma c’è un’altra osservazione da fare: tutti i problemi logici sono risolvibili traducendo in termini matematici una situazione reale. Ora un umanista come me, o come tanti miei colleghi, non è abituato a ragionare così, e alcuni non sono portati per nulla a risolvere i problemi in questo modo, eppure sono ottimi traduttori di Platone o Aristotele. I test funzionano? Sicuramente. Ma misurano un certo tipo di razionalità, che non è la ragione nella sua complessità».



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COMMENTI
04/12/2012 - Mi sfugge il nesso (Franco Labella)

Per miei limiti mi sfugge il nesso tra concorso nazionale e modalità di selezione dei partecipanti. Se il concorso fosse bandito per regioni, per distretti scolastici o per scuole si potrebbero usare modalità diverse? Quali? La conoscenza personale? La chiara fama? Cosa altro? La fedeltà ad un modello culturale? La fedeltà all'idea di scuola del dirigente scolastico? La simpatia? La telegenia? Ho esaurito la fantasia....

 
04/12/2012 - Prova preselettiva per concorso (Mariella Ferrante)

Finché le modalità di reclutamento resteranno le attuali, ovvero un concorso a carattere nazionale, sarà inevitabile una selezione basata su una prima prova iper-selettiva per poter scremare l'impressionante numero di partecipanti, del tutto sproporzionato rispetto ai posti effettivamente disponibili. Quindi battiamoci per un regolamento sul reclutamento che preveda una selezione capace di cogliere le effettive capacità di insegnamento dei nuovi docenti e chiamiamo tutti a sottoscrivere un appello alle forze politiche in vista del nuovo governo. ... per l'oggi, diamo una mano a chi si sta preparando per il concorso, come da ottobre stiamo facendo con gli incontri di Diesse in preparazione delle tre prove.

 
03/12/2012 - Psicometria, non matematica (Giorgio Israel)

Trovo eccellente la definizione di questo delirio come una sorta di psicometria (buona per un esame di scuola guida... forse...). Invece non condivido affatto il coinvolgimento della matematica in questa faccenda e l'identificazione della matematica con la logica. Povera matematica… Il modo di ragionare in matematica è di una ricchezza e di una complessità che si apparenta al modo di ragionare in filosofia e nelle scienze umane e non è mera logica deduttiva, tantomeno una disciplina di servizio per la psicometria. Che si pensi questo della matematica la dice lunga su quanto è stato massacrato l'insegnamento elevando una barriera tra le "due culture". Bisognerebbe dire che questo quizzone è il trionfo di una visione praticistica e volgare che con la cultura non ha niente a che fare. Dice bene Magni che l'unica speranza è un ritorno della politica che ponga al centro le vere questioni della scuola. Ma la tecnocrazia non si è insinuata dappertutto in modo trasversale? Speriamo di no...