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SCUOLA/ Tutte le anomalie del dimensionamento "stile Lombardia"

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Arrivare a questo coinvolgimento significa realizzare anche la sussidiarietà orizzontale. Ma questo significherebbe avere uno sguardo più aperto di quello che hanno dimostrato di avere i “decisori politici” che hanno approvato il piano di dimensionamento. In poche parole, bisognerebbe guardare con altro spirito a tutto il sistema pubblico di istruzione e formazione, come definito dall’articolo 1 della legge 62/2000, la cosiddetta “legge Berlinguer”, che si è sempre citata (troppo sbrigativamente) come la legge sulla parità scolastica, mentre andrebbe meglio ricordata e rispettata come la legge che, se compiutamente applicata, sarebbe capace di imprimere quella svolta democratica verso la scuola della comunità locale (invece che a difesa della scuola dello stato) che ancora manca in Italia, e che invece è una scuola molto ben rappresentata e sussidiata in tutt’Europa.

Volontaria o meno che sia, la “spinta” della delibera regionale sul dimensionamento va verso una direzione diversa, che porta prima o poi all’accaparramento di tutte le forme del sistema scolastico da parte dello Stato, a detrimento delle realtà culturali radicate sul territorio. Tale tendenza traspare anche dall’uso di una terminologia molto “centralistica”, che quasi rasenta le idee educative dello stato-padrone che (da Fichte ed Hegel e Marx in poi) hanno fatto scuola nel secolo scorso, sia a destra che a sinistra – a seconda di chi aveva il potere. Basti questa citazione: “L’obiettivo è sviluppare i presupposti affinché la scuola sempre più risulti, da una parte, adeguata ed attuale rispetto alle prioritarie esigenze educative e formative anche nelle modalità innovative richieste dal contesto [fin qui il discorso fila bene ed è condivisibile da tutti] e, dall’altra, quale nodo di una rete culturale e sociale che si estende a tutta la comunità [qui cominciamo a vedere l’ombra dello statalismo che si allunga sulle realtà locali] in tutti i momenti della giornata [e qui ci avviciniamo al pericoloso mito dello “Stato educatore dall’alba al tramonto”] per costituire il motore ed il riferimento del territorio e del sistema sociale ed imprenditoriale” [e qui ci dobbiamo forse aspettare la prospettazione di qualche piano quinquennale di staliniana memoria...]. Solo il riconoscimento della vera libertà e autonomia della scuola può evitare di ricadere in tale errore (dal quale anche le scuole dei paesi ex dittatoriali dell’Europa si sono liberate, chi prima e chi poi).

Per quanto riguarda gli “obiettivi non raggiunti” dalla delibera sul dimensionamento delle scuole lombarde mi fermerei volentieri qui, ma – purtroppo – c’è dell’altro. 

È vero che il piano regionale ha dovuto fare i conti con il “permanere del vincolo di norma nazionale che impedisce di assegnare in via esclusiva dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità” (400 nelle piccole isole e nei comuni montani). Ed è anche vero che – piaccia o no – la stessa norma nazionale ha sancito la “necessità di completare il processo di verticalizzazione in istituti comprensivi delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente in direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado”. 

 



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COMMENTI
31/12/2012 - DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO LOMBARDIA (DAVIDIA BONOMELLI)

Che dire del futuro della scuola dell'obbligo nella CITTA' di Montichiari (BS) dove verrà istituito un UNICO istituto comprensivo di ben 2386 alunni, con 2 plessi di scuola materna (230 bambini), 6 plessi di scuola elementare (1400 alunni) e 1 scuola media di ben 759 studenti!! Si potevano fare 2 istituti comprensivi di media grandezza, cira 1100/1200 alunni senza stravolgere NIENTE. Grazie allo "stile Lombardia" un primato l'abbiamo raggiunto, sarà l'I.C. più "grande" di tutta la Regione, di questo ne sono certa, ho controllato tutte le province. Non è che saremo il 1° in Italia? (Il Direttore dei Servizi Geneali e Amministrativi di questo futuro "Istituto")