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SCUOLA/ Tutte le anomalie del dimensionamento "stile Lombardia"

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Il dimensionamento delle scuole lombarde per il 2013-14 è una realtà. Le scuole del primo ciclo non saranno più 861, ma 795 (66 in meno); le scuole del secondo ciclo saranno 352 invece di 358 (6 in meno). Bel colpo, bel risparmio, la Lombardia ha fatto la sua parte per diminuire la spesa pubblica dell’Italia in crisi. Il  prossimo anno scolastico il rapporto medio di studenti per scuola, con una media nazionale di 860, in Lombardia supererà le mille unità. Viva la Lombardia, viva l’Italia – verrebbe da dire; e diciamolo pure, se si guardano i risultati di altre regioni italiane, dalle quali è arrivato poco più del consueto niente rispetto alle aspettative. È un passo avanti, in ogni modo, che da regioni come la Campania sia arrivato un piano di dimensionamento finalmente degno di rispetto, a confronto con le continue mancate decisioni degli anni dal 2000 al 2011. Ma torniamo alla Lombardia, per dire francamente che non è oro tutto quel che luccica.

Il giorno della delibera della Giunta regionale lombarda (13 dicembre), in conferenza stampa il piano è stato presentato come frutto di “approccio sussidiario” e di “valorizzazione della programmazione territoriale”. Espressioni un po’ esagerate. Un approccio veramente sussidiario non avrebbe portato, infatti, alla creazione di scuole intorno ai 1.500 alunni a poca distanza da altre che ne hanno a malapena la metà (parlo di situazioni di città, come a Milano). Una vera valorizzazione della programmazione territoriale non avrebbe portato al mantenimento di plessi così sparsi da non venir integrati in nessuna autonomia scolastica, ma rimasti disaggregati dal tessuto delle scuole autonome.

Diciamo, più realisticamente, che c’era bisogno (questo lo si deve riconoscere) di dare una “regolatina” a certe scuole sottodimensionate, e che questa volta il procedimento utilizzato è stato più “condiviso” che in passato. Ma non ha raddrizzato tutte le storture delle scelte passate. Per farlo, ci sarebbe voluto il coraggio di por mano ad una revisione complessiva della dislocazione territoriale delle scuole di ogni ordine e grado. Forse è mancato il coraggio di guardare alla “vera territorialità” dell’offerta formativa diffusa nella regione, e forse il coraggio del “vero rispetto della sussidiarietà” chiedeva troppo sforzo. Perché la sussidiarietà “vera”, cioé quella tutta intera (verticale e orizzontale), avrebbe richiesto il coinvolgimento non solo degli Enti locali più vicini al cittadino (questa è sussidiarietà verticale), ma anche delle comunità locali che esprimono, in virtù della loro stessa esistenza, la domanda educativa di base alla quale il servizio scolastico dà (cerca di dare) le risposte più adeguate. 



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COMMENTI
31/12/2012 - DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO LOMBARDIA (DAVIDIA BONOMELLI)

Che dire del futuro della scuola dell'obbligo nella CITTA' di Montichiari (BS) dove verrà istituito un UNICO istituto comprensivo di ben 2386 alunni, con 2 plessi di scuola materna (230 bambini), 6 plessi di scuola elementare (1400 alunni) e 1 scuola media di ben 759 studenti!! Si potevano fare 2 istituti comprensivi di media grandezza, cira 1100/1200 alunni senza stravolgere NIENTE. Grazie allo "stile Lombardia" un primato l'abbiamo raggiunto, sarà l'I.C. più "grande" di tutta la Regione, di questo ne sono certa, ho controllato tutte le province. Non è che saremo il 1° in Italia? (Il Direttore dei Servizi Geneali e Amministrativi di questo futuro "Istituto")