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SCUOLA/ La rivoluzione? Dal prof burocrate al docente-ricercatore

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Risorse umane che ideano e realizzano percorsi, meglio che progetti. Percorsi culturali caratterizzati da flessibilità operativa e non progetti con rigidità procedurale, più adatti all’operare burocratico ma non alla complessità dell’agire con l’umano. Percorsi di raccordo scuola-territorio, percorsi che non possono dunque essere copiati o trasferiti con la medesima modalità operativa e risultati in contesti differenti in quanto riflettono l’unicità di una specifica occasione di incontro formativo del docente con i propri studenti.

Una sorta di “bottega operativa” dove si impara come si svolge un lavoro pratico o intellettuale, ma all’interno della quale creatività, innovazione, metodo, originalità, capacità di collaborazione e di adattamento sono specifiche delle risorse umane.

Un docente-ricercatore che si confronta con altre realtà culturali, che guida all’apprendimento con modalità creativa, che educa al nuovo consapevole evitando di adottare con modalità esecutiva schemi concepiti in altri contesti. Un docente-ricercatore con il gusto di documentare il percorso con i propri studenti, che trasferisca nella scuola la modalità di lavoro del mondo delle professioni, superando i limiti di un limitante lavoro impiegatizio.

Un docente con la passione per la ricerca culturale ed educativa che individua nei saperi proposti ai propri studenti un’occasione unica per trasmettere valori ad una popolazione giovanile sempre più in emergenza educativa per carenza di testimonianze significative. Il difficile compito di “affascinare” senza “spettacolarizzare”, guidando anche ad un uso consapevole della tecnologia e delle differenti fonti di informazione, da professionisti del sapere non aspettando che realtà estranee alla scuola si sostituiscano al docente in questo compito.

Nessuna legge o decreto potrà mai stabilire questa modalità di lavoro del docente, ma solo la volontà di realizzare un’attività didattica di reale significato formativo, per sé e per gli altri, lo potrà guidare a coltivare con soddisfazione la propria identità operativa nella quotidianità dell’incontro con i giovani studenti.



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