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SCUOLA/ La rivoluzione? Dal prof burocrate al docente-ricercatore

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In una fase di profonda crisi dell’identità del docente, ritengo occorra riflettere sul significato più profondo del suo ruolo. Un ruolo attualmente oggetto di richieste di ridefinizione organizzativa, un ruolo delicato che dovrebbe essere caratterizzato da elevata professionalità, da autostima operativa e dal gusto della condivisione delle proprie esperienze didattico-educative. Un ruolo che ritengo dovrebbe essere da “docente-ricercatore”, ideatore di progettualità significative per i propri studenti, che non si limita mai ad applicare procedure o schemi precostituiti.

Docente-ricercatore che importa nella scuola passione per la ricerca didattica, educativa e scientifica maturata anche in altri contesti professionali e quindi in grado di arricchire il modo di operare dell’essere insegnante oggi. Docente-ricercatore che promuove la cultura dell’innovazione nel rispetto dei nuclei fondanti delle proprie discipline, “innovazione consapevole” nella speranza di potere essere maestro che testimonia con il proprio agire professionale il senso profondo del gusto dell’imparare, orientando anche ad una cultura per il mondo del lavoro.

Un docente-ricercatore che alimenta nei propri studenti il fascino per la cultura scientifica od umanistica avviando percorsi orientati a superare la netta separazione del loro apprendimento che caratterizza la consuetudine dell’impostazione didattica. Un docente-ricercatore che umanizza la cultura scientifica, proponendo l’analisi di testimonianze dell’operare tecnologico del passato e del presente, che avvia alla comprensione ragionata e consapevole dello sviluppo scientifico attuale senza aspettare che il nuovo si realizzi, ma anticipandolo sia nella formazione individuale sia nelle proposte di nuove professionalità.

Percorsi didattici che promuovono interesse, curiosità e conoscenza-formativa anche in settori tecnologici di avanguardia. Applicazioni entrate a pieno titolo in numerosi ambiti di ricerca e sviluppo industriale, settori multidisciplinari che si rivelano risorse per analizzare con gli studenti i bisogni di nuova tecnologia, le figure professionali che dovranno gestire l’innovazione e l’uso responsabile di queste applicazioni. Attività di docente-ricercatore che concepisce, coprogetta e sviluppa un approccio interdisciplinare allo studio della scienza nel rispetto dei nuclei fondanti delle discipline di base. Realizzando queste modalità educative, si pone il lavoro con i giovani al centro di un attivo processo di ricerca, documentazione e sviluppo di idee. Modalità operative integrate dalla riflessione sull’effettiva trasferibilità territoriale delle ricerche svolte, organizzando nelle classi “laboratori di idee” in sinergia con le realtà produttive locali.

Promuovere competenze utili per la vita individuale e collettiva nell’ambito di un processo educativo, valutando il sistema produttivo che si riorganizza continuamente intorno a nuove tecnologie. Non concepire dunque la “scuola” come “entità astratta”, che svolge il compito di formare, realizzare, progettare, trasmettere, ma come luogo privilegiato di incontro di “risorse umane” con la propria peculiare unicità nel realizzare comunità educante e di apprendimento culturale di significato.



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