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SCUOLA/ Concorso, per i quiz sulle lingue occorre lo spirito giusto. Eccolo

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Ma intanto qualcuno (tanti, se da 160mila candidati si deve arrivare ad un numero decisamente inferiore) al test non ci arriverà mai. Anche se sa già guidare, perché lo ha imparato con il papà nelle viette laterali, la sera (cioè insegna magari da qualche anno senza abilitazione, se è “giovane”, o fa il precario, pur abilitato, se è “vecchio”, da illo tempore)? Questo ci riporta alla prima domanda: il quiz è facile, adeguato, o difficile?

In merito alla prima domanda, azzardandomi a generalizzare, direi che un docente che abbia conseguito in passato (il più recentemente possibile: si dimentica molto velocemente una lingua se non le si è fatta propria) un livello di competenza linguistico medio (un B1+, nel Quadro Comune di Riferimento per le Lingue straniere), e che abbia praticato la lingua che conosce anche solo attraverso lettura di testi e occasionali contatti con la lingua viva, può mettersi davanti al computer ed esercitarsi, perché non dovrebbe faticare a capire i suoi eventuali errori. Se ha perso del tutto il contatto con la lingua, metta in conto un numero di ore abbastanza elevato, che andrà sottratto ovviamente, se ha la fortuna di  essere in classe, alla didattica ordinaria e all’attività personale di studio e ricerca.

Ma, qualunque sia la sua collocazione, se si mettesse in testa di approfittare dell’occasione del quiz per un refreshing serio della lingua, almeno limitato a quanto il quiz mette a tema, il mio consiglio è di desistere immediatamente; un conto è un caso del reported speech, o una forma del plus-que-parfait, o le desinenze di un Dativ Plural, un conto è la conoscenza completa e soprattutto la gestione complessiva, che tenga conto di registro, contesto comunicativo, contesto situazionale (traducendo malamente alcune delle funzioni di Jakobson…)  di una qualsiasi forma in uso nella lingua, o le sfumature di un vocabolo.

D’altronde, quale è stato il consiglio molto assennato di un collega di discipline scientifiche di fronte alle perplessità di un collega di altra area di fronte alla domande di logica? “Non devi ragionare sulle equivalenze o sugli insiemi, o metterti in testa di capire come funzionano, butti dentro le risposte e trovi quella che funziona”. Tutto qui. 



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