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SCUOLA/ Tutto quello che i genitori possono fare se la "follia" sale in cattedra

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Se questo è lo spaccato  di una vicenda non poi così rara e un copione già visto, come si dovrebbero comportare i genitori che non desiderano delegare alla scuola il ruolo educativo, ma intendono salvaguardare la serenità dei loro figli, consapevoli del delicato compito di coloro che esercitano la professione insegnante, magari da anni e con vera “passione”? Frequentemente la soluzione consiste nel cambiare loro di scuola per allontanarli da un ambiente divenuto irrimediabilmente ostile.

Tale azione è comprensibile, ma costituisce un ripiego, molto sofferto. I genitori che sanno ascoltare anche i silenzi e osservare i comportamenti inconsueti, sono sicuramente avvantaggiati e non vengono sopraffatti dagli eventi. Mai però esagerare con le domande, ammoniva Giovanni Bollea a riguardo del controverso caso dell’asilo di Rignano. Quando l’ossessione della ricerca della “verità” aveva superato i limiti, il luminare intervenne in difesa dei piccoli e bacchettò genitori e psicologi. Meglio prevenire raccogliendo, giorno dopo giorno, racconti di fatti ed eventi normali per aiutarli a giudicare, senza puntare l’indice, nel rispetto reciproco dei ruoli, sempre ben distinto. Ogni genitore attento conosce la modalità più adatta per cogliere eventuali squilibri del rapporto scolastico, considerando che drammatizzare potrebbe essere controproducente e invasivo. Una lezione e un monito che rimanda alla presentazione di “Scuola di follia”, dove il lungimirante e saggio, succitato neuropsichiatra indicava la giusta direzione:

…Occorre fare delle profonde trasformazioni nella preparazione e negli argomenti sulla classe insegnanti perché si tratta di un problema enorme e la Scuola costituisce ancora la base della nostra Nazione. C’è un’ottima sintesi finale… sui suggerimenti per decifrare precocemente il passaggio dalla stanchezza pedagogica alla patologia vera e propria. ...Lavoro importante… da leggere, meditare e diffondere non solo nel mondo della scuola, ma tra i medici e gli psicologi e ricordare sempre che ‘insegnare logora’”. Mentre qualcuno si contende il titolo vacante di presidente della Commissione cultura della Camera, credo sia doveroso sollecitare chi di dovere ad indossare occhiali adatti per iniziare a superare la pericolosa miopia. Errare humanum est, perseverare... diabolicum. 

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